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Concorso di pittura “Etichetta d'Autore per l'Abruzzo”

Presso la Cantina Ca’ di Rajo di Rai di S. Polo di Piave domenica 31 Maggio 2009 alle ore 17:00 ci sara' la premiazione del CONCORSO DI PITTURA “ETICHETTA D’AUTORE PER L’ABRUZZO” , evento che vedrà impegnati oltre 100 artisti da tutta Italia che dipingeranno un’etichetta ad edizione limitatissima di Raboso DOC Piave 2006 dove il ricavato verrà devoluto interamente alla ricostruzione dell’Abruzzo.

L’edizione 2008, ha riscosso un grande successo vista la collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio con il progetto WINE FOR LIFE ,dove i fondi raccolti dalle vendite di bottiglie Raboso Doc Piave 2005 “Limited Edition” , e nelle nostre manifestazioni è stato devoluto per la lotta all’AIDS in Africa.

Una iniziativa che lega stabilmente per la prima volta il grande vino di qualità alla salvezza di un grande continente come l’Africa, dove più di 25 milioni di persone hanno già il virus HIV/AIDS (senza medicine per curarsi) e 14 milioni di bambini sono orfani di AIDS.
In occasione di Cantine Aperte 2009 Ca’di Rajo dimostrandosi sempre attenta e sensibile, ha sposato un’altro progetto molto importante come quello della raccolta fondi per la ricostruzione dell’Abruzzo dopo il grave terremoto .

Evento al quale saranno presenti circa 2000 persone, oltre ad artisti da tutta Italia, diverse autorità Politiche, il Campione del Mondo di ciclismo Alessandro Ballan, il tutto ripreso dalle telecamere di Studio Aperto per riuscire in maniera concreta ad aiutare chi in questo momento ha molto più bisogno di noi.

 

Cantina Ca’ di Rajo
Rai di S. Polo di Piave (Treviso)
Via del Carmine 2/2
Mobile +39 3498675851
Ufficio +39 0422855885
info@cadirajo.it
www.cadirajo.it


Per saperne di piu': Ca' di Rajo

Immersa nella pianura e circondata dai vitigni sorge la cantina Ca’ di Rajo, una struttura adatta alla produzione di grandi vini.
La cantina, costruita in stile moderno, rispettando l'architettura tipica della zona del Piave, è dotata di nuove attrezzature per la vinificazione. Mani sapienti ed attente trasformano il frutto di questa terra in vini di qualità. Tra questi un grande vitigno autoctono della zona del trevigiano, il Raboso Piave DOC, cavallo di razza difficile da domare, dimostra il suo carattere già in vigneto avendo un ciclo vegetativo molto lungo: germoglia per primo ed è una delle ultime uve ad essere raccolta. Questo lo rende unico e fra i più tipici della DOC Piave, quasi estremo, e forse per questo lasciato in disparte, perché intimorisce per la sua natura forte e rabbiosa.
Infatti sembra che il suo nome derivi dai tannini e dall’acidità particolarmente aggressivi.
Da questo vitigno di notevole versatilità nasce anche un prodotto molto particolare: il Rosè Frizzante. Dal colore rosa molto intenso presenta un profumo raffinato con sentori di fragola, arancia e ciliegie ed un sapore asciutto.
Il fertile terreno che delimita la cantina dà vita anche al rinomato Prosecco in più versioni: Millesimato,Cuvèe Brut, Extra Dry e Frizzante.
Si producono inoltre Pinot Grigio, Pinot Bianco, Chardonnay, Verduzzo, Sauvignon Blanc, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot.
La cantina si colloca in un notevole contesto storico: la chiesa del Carmine ed il convento ad essa annesso vennero fatti costruire da Rambaldo XII (conte di Collalto). Rambaldo, nel 1567, regalava il Monastero e la Chiesa dell’Annunciata alla congregazione dei frati carmelitani, i quali, in seguito, ne mutarono la denominazione in quella che e’ rimasta sino ai nostri giorni. Nel XIV secolo la chiesa e il convento erano parte integrante del cortile di un grande castello, ormai andato distrutto con il passaggio della seconda guerra mondiale. Al giorno d’oggi non e rimasto più nulla di quell' imponente castello tranne uno scorcio di muro della torre centrale, oramai semidistrutta e nascosta dagli alberi. La chiesetta del Carmine invece si è conservata in buono stato, pur subendo diverse inondazioni nel corso dei secoli: la più disastrosa nel 1507 ricordata da un’incisione sullo spigolo interno del portale a metri 1.50 per indicare l’altezza dell’acqua. Esiste ancora una parte del cortile interno, dal quale si può vedere qualche pittura murale ed una meridiana, addossate alle pareti della chiesa; da questo cortile ben appare il campanile, che alle origini era una torre di vedetta. Queste strutture sono sempre visitabili con percorsi guidati.


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