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Cima sfida Giorgione

Conegliano sfida Castelfranco in una bella «battaglia» di cultura




Cima sfida Giorgione Conegliano prepara la mostra evento

Cima sfida il Giorgione Dopo Castelfranco, supermostra a Conegliano


articoli tratti da www.tribunatreviso.it

 

Cima sfida il Giorgione, Conegliano sfida Castelfranco. È una bella «battaglia» di cultura quella che si prepara: mentre è in corso a Castelfranco la mostra sul Giorgione (aperta fino all’11 aprile), a Conegliano tutto è pronto per la mostra sull’artista coneglianese, al palazzo Sarcinelli dal 26 febbraio al 2 giugno.

Giovanni Battista Cima sfida il Giorgione, Conegliano sfida Castelfranco. Una sfida ideale, che potrebbe concludersi per una vittoria (in termini culturali, turistici e di partecipazione) per entrambe le città, e che fa rivivere una rivalità. Mentre è in corso a Castelfranco la mostra sul Giorgione (aperta fino all’11 aprile), a Conegliano tutto è pronto per gli allestimenti della mostra sull’artista coneglianese rinascimentale, nato nel 1460 e morto nel 1528, che si svolgerà al palazzo Sarcinelli dal 26 febbraio al 2 giugno. La mostra arriva quasi cinquant’anni dopo l’esposizione allestita da Carlo Scarpa nel Palazzo dei Trecento di Treviso, «e sarà un evento unico e irripetibile - annuncia l’assessore Piero Basciano - nel senso che sarà praticamente impossibile ripetere in futuro uno sforzo organizzativo di questo genere». Arriveranno al Sarcinelli 40 opere del maestro rinascimentale, legatissimo alla sua città natale e a Venezia, opere provenienti dalla National Gallery di Londra, la National Gallery di Washington, l’Ermitage di San Pietroburgo, le Gallerie dell’Accademia di Venezia. La mostra, organizzata da Artematica, sarà curata da Giovanni Carlo Federico Villa, che ha già diretto prestigiosissime esposizioni in tutta Italia, coadiuvato da un comitato scientifico che comprende i maggiori esperti mondiali sul Cima. E la città si sta preparando all’evento. Da ultimo il Comune ha provveduto ad installare nel palazzo di via XX Settembre un climatizzatore «ad hoc», necessario per poter ospitare le opere, «alcune delle quali - spiega l’assessore Basciano - arriveranno e ripartiranno sotto teca, tanto sono delicate». Artematica sta già dedicando ampio spazio alla mostra di Conegliano sul suo sito internet (www.artematica.tv), e sono aperte le prenotazioni per singoli e gruppi, per le visite guidate e per i laboratori didattici, disponibile un numero verde: 800 775083. Parallelamente, ci saranno pubblicazioni sull’artista, conferenze, pacchetti turistici promozionali. «Credo che la contemporaneità delle mostre di Giorgione a Castelfranco e Cima a Conegliano sia un’occasione straordinaria e bellissima - spiega Grazia Maria Vazzoler, responsabile della Fondazione Cima di Conegliano - consentendo agli appassionati, provenienti anche da fuori regione, di visitarle entrambe in poche ore. Nel confronto ideale tra i due artisti certamente Giovanni Battista Cima non esce soccombente, anzi. L’artista coneglianese è in grande parte ancora da scoprire. Ci sono opere attribuite a Giovanni Bellini che probabilmente sono invece del nostro artista, e comunque, all’inizio del Cinquecento, le quotazioni delle opere di Cima e Bellini erano equivalenti. Purtroppo il nostro artista è stato spesso ingiustamente snobbato dai critici, forse perché la sua vita è poco conosciuta e non ha avuto episodi eclatanti, ma è stato un innovatore non meno di Giorgione». «Solo negli ultimi 40 anni, grazie anche all’attività della nostra Fondazione, il Cima è stato riscoperto - prosegue Grazia Maria Vazzoler - ma quanti sanno che l’unico artista rinascimentale a cui il Sudafrica ha dedicato dei francobolli è il Cima? Quanti sanno che le sue opere sono nei musei principali di tutto il mondo?». A questo riguardo, si rileva che alcune opere del Cima sono ospitate al Louvre, mentre non ce ne sono del Giorgione nel museo parigino, se non una di incerta attribuzione tra lui e Tiziano. «Purtroppo anche la Provincia di Treviso e le scuole di Conegliano non hanno mai dimostrato grande interesse verso il nostro artista - spiega Vazzoler - questa è un’ occasione di rilancio».

 

 

La supersfida spacca anche i critici

Daverio sta con Giorgione, Sgarbi con Cima: «Sono come Fidel e il Che»

Cima da Conegliano o Giorgione da Castelfranco? La singolar tenzone tra i due artisti trevigiani nasce dalle mostre parallele che la città di Castelfranco e la città di Conegliano hanno deciso di dedicare ai loro più importanti artisti.
Casa Giorgione ospita (fino all’11 aprile) a cinquecento anni dalla morte una mostra che porta, accanto alla Pala di Castelfranco e al Fregio delle Arti liberali e meccaniche, 17 opere tra cui «Le tre età dell’uomo» e «La Tempesta».
Palazzo Sarcinelli, a pochi passi dalla Casa natale, porterà (dal 26 febbraio al 2 giugno) 40 delle più importanti opere del Cima presenti nei musei di tutto il mondo: dalla National Gallery di Londra all’Ermitage di San Pietroburgo.
Meglio il Cima o il Giorgione? La sfida divide le due città e spacca il mondo della critica. Vittorio Sgarbi e Philippe Daverio concordano solo su un punto: «Sono entrambi due grandissimi artisti». Ma poi è tutto un distinguo.
Sgarbi, al solito, è pirotecnico: «Cima è un sublime, cui sono molto affezionato. A lui manca l’aura di mistero che avvolge Giorgione, le sue opere e la sua vita. Per il resto, Cima è assolutamente più grande per completezza dell’opera. Lo storico dell’arte Roberto Longhi ha giudizi più lusinghieri per Cima, dove c’è più poesia, che per Giorgione». E poi il metafora sgarbiana: «Cima sta a Giorgione come Fidel Castro sta a Che Guevara, Mazzini a Garibaldi. L’uno più solido, l’altro più personaggio». Si spiega anche così una valutazione di mercato che premia molto di più le opere dell’artista di Castelfranco: «I valori sono inestimabili, ma io assicurerei La Tempesta per 200 milioni di euro - conferma Philippe Daverio -. A loro modo sono stati due rivoluzionari: due artisti che portano la campagna in città. Fino a quel momento la cultura e l’arte erano essenzialmente urbane. Con Cima e Giorgione l’arte acquista fisicità, si vedono le carni, le prime Venere nude, i paesaggi agresti. Giorgione ha costruito intorno a sè un’atmosfera enigmatica e misteriosa che dura fino ai giorni nostri. Cima, che non ha avuto la stessa notorietà del Giorgione, è uno sguardo della natura, del paesaggio veneto, al tempo il più bello del mondo. Più fortunato Giorgione, che ha avuto modo di lavorare con Tiziano».
Due mostre, comunque, che valgono un week end nel Trevigiano. «Ho curato la mostra giorgionesca a Castelfranco trent’anni fa. Ora, dopo l’omaggio del 1962 curato da Luigi Menegazzi a Treviso, penso di poter dare al Cima il favore della mia notorietà - chiosa Vittorio Sgarbi - perchè ci sono più affezionato e perchè ne ha più bisogno in questo momento. Mi auguro che siano mantenute le promesse» conclude sibillino Sgarbi, inizialmente coinvolto nell’iniziativa coneglianese.
«Mi auguro - aggiunge Daverio - che a visitare le mostre siano soprattutto i veneti, che devono rendersi conto di quanto bello era il paesaggio di questa regione cinque secoli fa. Mi sembra che negli ultimi trent’anni il paesaggio di Giorgione e del Cima sia stato ampiamente devastato. Spero che i veneti dedichino i prossimi trent’anni al recupero del paesaggio».
Le mostre sono prodotte e realizzate da partner veneti. A Conegliano l’organizzazione è di Artematica del trevigiano Andrea Brunello, il catalogo della veneziana Marsilio, lo sponsor Stefanel.
A Castelfranco i curatori sono Enrico Maria Dal Pozzolo, Antonio Paolucci, Lionello Puppi, il catalogo Skirà, l’organizzazione di Villaggio Globale di Mogliano, sponsor la Banca Antonveneta.

 

 

 





















 

 

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