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E'
nato "Asolo Prosecco" Docg, una rivoluzione per il territorio

E' nato "Asolo Prosecco" Docg. La nuova denominazione di Origine
controllata e garantita "Asolo Prosecco" ha visto la luce dalla
volontà dei produttori del Montello e Colli Asolani con la pubblica
audizione che si è svolta sabato alla Camera di Commercio di Treviso."La
trasformazione del Prosecco Doc Montello e Colli Asolani in "Asolo
Prosecco" Docg è un traguardo importante che premia l'impegno
dei nostri produttori ed una grandissima opportunità per il nostro
territorio - dichiara la contessa Diamante Luling Boschetti presidente
del Consorzio Tutela Vini Doc Montello e Colli Asolani. In quella che
giustamente viene chiamata la "rivoluzione del Prosecco" uno
spazio di particolare pregio viene riservato al prodotto delle Doc storiche
delle colline trevigiane. Il Montello e Colli Asolani che vantano una
superficie votata di 520 ettari coltivati a Prosecco ha sempre effettuato
scelte di qualità che sono state confermate e riconosciute nel
nuovo disciplinare. Prima fra tutte la bassa resa di uva per ettaro che
e mantenuta a 120 quintali. Una scelta che in passato aveva suscitato
anche qualche polemica fra i produttori per il sacrificio che questa limitazione
imponeva, ma che ha portato i nostri prodotti a successi di grande spessore".
Alla pubblica audizione erano presenti, cosa eccezionale che testimonia
la grande importanza della "rivoluzione del prosecco" oltre
alla commissione delegata dal Ministero presieduta dal dottor Dormann
che la conduceva anche il presidente del Comitato nazionale tutela vini
Martelli e il vicepresidente Zanardo nonchè il presidente della
commissione tecnica nazionale Castelletti i quali hanno sottolineato il
ruolo di primissimo piano che il fenomeno prosecco ha raggiunto nel panorama
vitivinicolo nazionale e internazionale. "Il nome "Asolo prosecco"
- conclude Diamante Luling Boschetti - semplifica la precedente dicitura
e lancia un messaggio di grande prestigio associando il nome dell'antica
cittadina con uno dei prodotti chiave del territorio".
Articolo di Luciano Beltramini
per www.gazzettino.it
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