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Angelo Lorenzon

Retrospettiva al Molinetto della Croda



Refrontolo, Molinetto della Croda
29 marzo - 10 maggio 2009
Orari:
da mercoledì a sabato 15,00-18,30,
domenica e festivi 10,00-12,00 e 14,30-19,00.

Prezzo biglietto: INGRESSO LIBERO
tel. 0438 978199
www.molinettodellacroda.it
info@molinettodellacroda.it


Il Comune di Refrontolo, in collaborazione con l'Associazione Molinetto della Croda e con il patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Treviso e dei comuni di Pieve di Soligo, Sernaglia della Battaglia e Farra di Soligo, rende omaggio all'artista Angelo Lorenzon, scomparso prematuramente nel 1978 all'età di 51 anni. In questa mostra nella suggestiva cornice del Molinetto vengono esposte molte delle sue opere di pittura, scultura e grafica.

Artista poliedrico, legato profondamente alla terra veneta e alla sua gente, ma anche attento agli eventi più ampi e ai mutamenti epocali che hanno segnato l'evolversi della vita nel passaggio dalla società rurale a quella industriale, ha seguito nelle arti visive il dibattito tra realismo e modernità sfociando in un neorealismo incentrato a descrivere e a rappresentare i significati più profondi e dignitosi dell'umanità in cammino, con le fatiche, le gioie, i dolori del vivere quotidiano.

Determinanti nella sua formazione artistica sono stati gli stimoli e i contatti avuti con Sandro Nardi per la pittura, con Augusto Murer per la scultura, e l'amicizia con il Poeta Andrea Zanzotto.

L'amico Poeta Andrea Zanzotto così lo ricorda: "Non si può non pensare Angelo ancora al lavoro, nel suo rustico laboratorio all'imbocco della valle del Molinetto, gentile e consapevole guardiano di un regno collinare di bellezze estreme, terribili pur nella loro dolcezza, umile custode di un'alta idea dell'arte che, se oggi appare come in penombra, non potrà mai cessare di dar luce".

Fondamentale per la sua formazione umana è stata la famiglia d'origine, in particolare il padre emigrante, roccioso e severo, dai solidi principi incontestabili e la madre, accogliente, mitigatrice, serena custode degli affetti famigliari.

Lorenzon negli anni '50 comincia ad affermarsi sulla scena artistica come autore di una poetica figurativa legata al paesaggio locale, al lavoro dei campi, che vede uomini e animali impegnati nella dura fatica ma trasfigurati dalla bellezza originata dall'incontro della natura con le emozioni dell'uomo. Negli anni '60, l'artista matura una approfondita presa di coscienza dei valori sociali e morali legati alle contraddizioni e alle inquietudini in cui si dibatteva la nuova società, realizzando opere a volte emblematiche e surreali in cui prevalgono figure fortemente espressive del turbamento interiore o del dolore umano che trovano pace, specialmente nelle grandi opere scultoree in legno, solo nella riscoperta dei valori fondamentali della famiglia, dell'amicizia, del ritorno alle proprie radici, ad un nuovo rapporto equilibrato dell'uomo con la natura. Questi sono anche i temi delle ultime opere degli anni '70, trasfigurate da suggestioni e visioni incantate, quasi malinconiche, in cui la luce si fonde con il colore.
Di rilievo sono anche le nature morte, le incisioni che ritraggono luoghi familiari, rustici e borghi, i disegni a matita o monocromi a tempera ed infine le sculture in legno, in bronzo, in terracotta, pannelli incisi a bassorilievo. Opere che costituiscono l'aspetto di maggiore rilievo nella produzione di Angelo Lorenzon per la capacità dell'artista di cogliere i valori fondamentali dell'uomo: gli affetti famigliari, il lavoro, l'operosità, la socialità, la relazionalità, l'espressione dei sentimenti.

La Mostra è corredata da uno studio monografico sull'artista, introdotto dal poeta amico Andrea Zanzotto. Lo studio, curato da Giorgio Mies, riporta testimonianze di Paolo Rizzi, Sandro Nardi, Ottorino Stefani, Augusto Murer.
Completano il catalogo diversi aspetti inediti della sua produzione artistica.

 



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