Marcadoc.it : Turismo, Cultura e Informazione
nella Provincia di Treviso



Google


Il Wwf sta con Zaia sui colli del Prosecco

 

 

La proposta di coinvolgere l’Unesco

La proposta del ministro Luca Zaia di mettere le colline del Prosecco sotto la tutela dell'Unesco fa discutere. Secondo Luciano De Biasi, referente per l'Agricoltura del WWF Veneto, va vista con molto interesse, perchè mette ancora una volta in rilievo la precarietà dei vigneti terrazzati che si trovano nelle due dorsali che vanno da Valdobbiadene a Rolle-Arfanta (passando per Miane) e da Colbertaldo a Refrontolo (passando per Collagù). Vigneti, come precisa De Biasi, cosiddetti «estremi», retaggio di una viticoltura nata in periodi di grande sofferenza e penuria, in cui si strappavano i terreni marginali alle pendenze, a volte proibitive, delle colline. «Ma è forse proprio questo - puntualizza De Biasi - che ha fatto grande il Prosecco». Se la percezione di eccellenza nella qualità si ha quando il consumatore lega il prodotto con il territorio dal quale proviene, la conseguenza logica è che deve essere preservata la «bellezza» del paesaggio e, nel contempo, salvaguardata la sua sostenibilità ambientale. «Purtroppo - continua De Biasi - in tempi recenti si notano cattivi segnali. La ricerca della meccanizzazione in collina sta portando a lavorazioni eccessive dei suoli: sbancamenti pesanti e trasformazioni dei pendii che determinano una forte semplificazione della maglia poderale, stravolgendo il paesaggio rurale. In queste zone molto pregiate è necessario dedicare attenzione alle sistemazioni idraulico-agrarie, poichè hanno un ruolo fondamentale nel mantenimento della fertilità del terreno, che potrebbe venire irrimediabilmente compromessa con la perdita del suolo agrario per dilavamento e una rapida mineralizzazione della sostanza organica». Proprio perchè la tutela dei vigneti «estremi» passa soprattutto attraverso le mani callose di chi coltiva ancora i terrazzamenti e ne mantiene ben leggibile la loro identità, De Biasi ritiene che le valutazioni economiche dei costi-benefici sull'uva prodotta da questi vigneti devono travalicare il confine della mera produzione agricola, anche perchè alle prime difficoltà commerciali saranno proprio i vigneti «estremi», cioè quelli della viticoltura eroica, a rischiare l'abbandono. «Sono d'accordo sull'urgenza di tutelare le colline - prosegue De Biasi - ma non vorrei che chiamare in causa l'Unesco sia solo un modo per far colpo lasciando le cose come sono. Vanno, invece, definite le regole che oggi mancano per difendere un paesaggio unico e i coltivatori, per i quali deve essere previsto un premio monetario non solo per la produzione di uva migliore, ma anche per la "produzione" del paesaggio».

Maria Pia Simonetto per www.gazzettino.it


 





 

Copyright (C) 2008. Marcadoc.it. Tutti i diritti riservati.