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Galan: ''La Regione difenderà il suo Prosecco in tutto il mondo''

 

 

Dalla Giunta il via ad un piano strategico, assieme al Friuli Venezia Giulia

 

''E' un'eccellenza del Veneto, un vino di tendenza del quale è previsto anche per il futuro un trend di crescita nazionale e internazionale. Ovvio che questo vino faccia gola a molti anche in altri Paesi, che possono far leva sull'utilizzo del nome perchè così si chiama oggi il vitigno dal quale si ottiene''

Il Veneto ha dato formalmente il via al percorso, assieme al Friuli Venezia Giulia, per tutelare in Italia e nel mondo il Prosecco, uno dei suoi vini di punta, sempre piu' apprezzato nei cinque continenti e biglietto da visita sui mercati. La Giunta regionale ha approvato in proposito, su iniziativa del vicepresidente Franco Manzato d'intesa con lo stesso presidente Giancarlo Galan, linee e contenuti di uno specifico Piano Strategico, il cui scopo e' di ''tutelare dalle banalizzazioni e dalle imitazioni il vino Prosecco, spumante e frizzante, e i produttori che ne coltivano le uve nel territorio dove questa varieta' si e' storicamente consolidata e affermata''.

Il piano prevede, in estrema sintesi, la riserva del nome Prosecco al prodotto ottenuto dove e' stata scritta l'epopea del vitigno, accompagnata dalla domanda di riconoscimento di una nuova DOC che faccia riferimento alla localita' Prosecco, in provincia di Trieste, che comprenda tutte le province dove il vitigno e' autorizzato, con l'obiettivo finale di veder riconosciuta a livello internazionale, nell'ambito del pacchetto di accordi WTO, la tutela del Prosecco come termine geografico, cosi' come e' avvenuto per il Tocai.

L'intero processo dovra' altresi' individuare il modo piu' opportuno per salvaguardare le Denominazioni d'Origine storiche ''Conegliano-Valdobbiadene'' e ''Montello e Colli Asolani'' e i loro primati produttivi e di valore.

''Il Prosecco e' oggi un'eccellenza del Veneto - ha sottolineato Galan - un vino di tendenza del quale e' previsto anche per il futuro un trend di crescita a livello nazionale e internazionale. Ovvio che questo vino, tutto del Nord Est, faccia gola a molti anche in altri Paesi del mondo, che possono far leva sull'utilizzo del nome Prosecco perche' cosi' si chiama oggi il vitigno dal quale si ottiene''.

''Oggi il Prosecco - ha ricordato dal canto suo Manzato - e' designato con le Denominazioni d'Origine Controllata ''Conegliano - Valdobbiadene'' e ''Montello e Colli Asolani'' e con le Indicazioni Geografiche Tipiche ''Colli Trevigiani'', ''Marca Trevigiana'', ''Veneto'', ''Conselvano'', ''Delle Venezie''.

Il comparto Prosecco interessa il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, anche se si sostanzia principalmente come vino trevigiano: dei circa 12 mila ettari coltivati nel Nord Est, 10.350 sono in provincia di Treviso. La produzione totale si aggira attorno al milione 400 mila ettolitri, dei quali il 35 per cento a DOC e il 65 per cento IGT, per la quasi totalita' frizzante o spumante, con un orizzonte di mercato che vede andare all'estero il 30 per cento del Prosecco a Denominazione d'Origine e il 52 per cento di quello a Indicazione geografica. ''La Regione del Veneto ha pure riconosciuto come Distretto l'area di Produzione del Prosecco Conegliano Valdobbiadene - ha aggiunto Manzato - Distretto che significa 2.800 aziende agricole, 460 cantine di vinificazione, 153 case spumantistiche, 1.500 addetti al settore enologico e 250 enologi, motori dell'innovazione e del successo di questo prodotto''.

Per individuare il percorso per la tutela del Prosecco si e' costituito un gruppo di lavoro ancora nel 2006, mentre le Regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia si sono incontrate nel luglio scorso, condividendo gli obiettivi del percorso comune di protezione e valorizzazione della tradizionalita' e dell'identita' territoriale del Prosecco.

notizia tratta da : http://www.adnkronos.com


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