Prosecco, sarà
una buona annata
Le previsioni sull’imminente
vendemmia sono lusinghiere, anche se i produttori
hanno dovuto patire le piogge di maggio e giugno
Il direttore del Consorzio Vettorello: «Le grandinate
non incideranno, ma attendiamo le prossime due settimane»
"A good year", direbbe Russel
Crowe versione enologo. E una buona annata sembra
prospettarsi per il prosecco che, forse, il celebre
attore americano avrà anche sorseggiato, forse
no. Magari se ne innamorerà se mai gli Stati
Uniti diventeranno definitiva terra di conquista delle
bollicine di Marca, visto che oggi, gli States, rappresentano
il quarto mercato mondiale dei produttori di casa
nostra.
Sarà una buona annata. Lo sostiene
anche Giancarlo Vettorello, il direttore del Consorzio
che tutela il Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene
ed i 135 produttori che si affannano a produrlo. Perché
affanni e problemi anche quest'anno non sono mancati,
durante la delicata fase di maturazione delle uve,
i cui vitigni hanno spesso ristagnato all'ombra di
giove pluvio, soprattutto fra maggio e giugno, quando
l'acqua non diventava ghiaccio, a rendere più
che mai ansiosa l'arte di fare Prosecco. «Ma
le grandinate, quest'anno, non hanno inciso come si
vuol far credere. Magari sono state più estese
rispetto lo scorso anno, soprattutto a sud di Valdobbiadene
e tra San Pietro di Feletto e Conegliano, ma sicuramente
meno rovinose della pioggia caduta insistentemente
a fine primavera». Vettorello spiega così
il superlavoro che ha obbligato i produttori di Prosecco
a riparare le uve dalle minacce crittogamiche, innanzitutto.
A far lievitare sforzi e, soprattutto, costi. Il che
non significa che, dal prossimo inverno, bere Prosecco
dell'annata 2008 costerà di più.«Premesso
che il prezzo lo fa il mercato, lo scorso anno l'aumento
del 15 per cento è conseguito proprio ad una
vertiginosa richiesta, attestata attorno al 20 per
cento». Una sorta di "rendita" che
consentirà al Prosecco di mantenersi in quota
nei mercati internazionali, anche a fronte di un'annata
a quattro stelle. Ma, prima di assegnarle, le stelle,
bisogna attendere le prossime due settimane, perché
saranno quelle decisive, per indicare la qualità
di ciò che si andrà a bere dopo la prossima
vendemmia , che quest'anno inizierà secondo
calendario, contrariamente a quanto accaduto nel 2007,
quando la raccolta iniziò fra agosto e settembre.
«Ovvio, la qualità ci sta più
a cuore di tutto, ed è presto per dire qualcosa.
Posso dire che i primi dati sulla maturazione delle
uve, esaminati lunedì scorso, sono lusinghieri
per quanto riguarda la percentuale qualitativa»,
anticipa il direttore del Consorzio, riferendosi,
ad esempio, alla quantità di zuccheri espressa.
«Ora ci attendiamo tempo buone e notti fresche,
condizioni ottimali per la definitiva maturazione».
E, in attesa, la promozione mondiale
del Prosecco, da parte del Consorzio, spinge sempre
più l'acceleratore. Prossimi impegni, a Londra,
ad ottobre, per dare una sferzata al mercato britannico,
il quinto di quello conquistato nei cinque continenti,
dove l'Europa, Germania e Svizzera in testa, rappresenta
ovviamente l'apice. Mentre i 135 produttori disseminati
fra Conegliano e Valdobbiadene, sperano proprio in
una buona annata, in attesa di stappare una delle
loro bottiglie e celebrare i trent'anni di esistenza
dal momento in cui decisero di allearsi.
Articolo di Giancarlo
D'Agostino per www.gazzettino.it