Vendemmia con il Raboso
del Piave
Da qualche anno ormai all’azienda
vitivinicola Cecchetto, nel cuore della terra doc
del Raboso Piave, i ragazzi dell’Aipd trevigiana
(Associazione Italiana Persone Down) si danno appuntamento
per la vendemmia. Ogni anno non manca all’appuntamento
uno dei primi sostenitori dell’iniziativa che
da sempre accompagna i ragazzi nelle loro esperienze
vinicole, Luca Zaia, Ministro delle Politiche Agricole.
«Da quattro anni i ragazzi fanno la vendemmia
e poi il vino che presentano e vendono al Vinitaly
– ha detto il Ministro Zaia – Quest’anno
è stato un vero successo, le bottiglie sono
state vendute tutte e cinquecento». Il Ministro
trevigiano ha colto l’occasione per rinnovare
il sostegno al progetto dell’Aipd e per chiudere
la stagione della vendemmia 2008 con «una delle
ultime uve raccolte in Italia, quella del Raboso Piave,
doc come questi ragazzi» ha affermato Zaia che
aveva dato il via alla vendemmia il 6 agosto presso
l’azienda Donna Fugata in Sicilia. Nell’area
di Vazzola, lungo il corso del fiume sacro alla patria,
si coltiva l’unico vitigno autoctono a bacca
rossa della provincia di Treviso, il Raboso Piave.
«Il Raboso è un vino di qualità,
importante, strutturato, espressione del nostro territorio
– ha detto il Ministro Zaia – quando con
il vino si vende anche il territorio, non c’è
da temere la crisi». Quest’anno sono stati
prodotti 50 milioni di ettolitri di vino con un incremento
del 5% al Nord e fino al 35% al Sud. Il progetto dell’Aipd
della Marca Trevigiana, che ha la sede di riferimento
a Mareno di Piave, coinvolge circa cinquanta ragazzi.
Raccolgono l’uva e fanno tutta la trafila di
produzione del vino. Ogni ragazzo inoltre disegna
delle etichette che contraddistinguono le bottiglie
con il loro vino. L’uva viene raccolta da un
vitigno all’interno dell’azienda Cecchetto
che ha messo i filari a disposizione anche del Cra,
il Centro di ricerca agricola che fa capo all’Istituto
sperimentale della viticoltura di Conegliano. «L’iniziativa
è partita nel 2005 grazie al suggerimento di
Eugenio Gobbo, uno dei genitori di questi ragazzi
– racconta Giorgio Cecchetto – Allora
non c’erano ancora i voucher, quindi gli ho
detto subito di sì. Ora i ragazzi con molto
impegno sono diventati dei sommellier provetti».
Uno di loro, Davide chiede al Ministro perché
il latte cinese fa male; «in Cina sono morti
molti bambini a causa di quel latte che ha dentro
una sostanza pericolosa» spiega Zaia che coglie
l’occasione per ribadire la ‘tolleranza
zero’ nei confronti di chi sofistica i prodotti
e aggiunge «Indubbiamente il vino di questi
ragazzi è sicuro».
Articolo di Elisa Giraud
per www.gazzettino.it