Roberto
Tonon 'Segni del tempo' e
Ezio Favrin 'Paesaggio, utopia moderna'

Roberto
Tonon 'Segni del tempo' e
Ezio Favrin 'Paesaggio, utopia moderna'
Dal
4 al 24 maggio 2008
Presso:
Galleria
'Art&Media'
Via Roma 38- Castelfranco Veneto
Inaugurazione: Domenica 4 maggio, ore 11
Introduzione: Dott.ssa Gabriella Niero
Alla chitarra: Fausto Mardegan
Ingresso
LIBERO e catalogo GRATUITO
Tel.
0423 724539 - 348 0302605
dal martedi al sabato: 10-13 / 16-19.30. Domenica
su appuntamento.
www.artetmedia.it
- Mail: art@artetmedia.it
Conciliare natura e
geometria, suggestioni arcaiche e sintesi contemporanee,
ordine mentale ed organicita' della materia. Dar vita
a un punto d'incontro, a una fusione etica ed estetica
tutta particolare. E' questo il profilo stilistico
di Roberto Tonon, uno scultore animato da un senso
puro dell'espressione umana. Le sue figure lignee
ne sono la diretta testimonianza, rappresentazioni
ieratiche appena abbozzate da lievi tocchi di scalpello
che conservano tutto il fascino e la bellezza di antiche
korai. Oltre l'epidermide si percepisce un sottile
fremito, lievi vibrazioni che trasfigurano dolci pose
formali. Tutto dentro la materia, si scoprono le varianti
emotive di un respiro umano, un sussurro impercettibile
che modula le suggestioni del profondo ovvero dell'anima.
La grafia stilistica ne segue le movenze, nel senso
che il segno usato dall'autore calibrato, impostato
su mirate colpeggiature per rendere tutta la poesia
di un volto o l'eleganza di un corpo. A tratti poi
la dimensione plastica visionaria, sognante, sospesa
tra mito e contemporaneita' vissuta nelle nervature
del legno quasi a rivelare il sentimento piu' fondo
della natura e quindi della vita. La materia scabra
coincide con l'epidermide, la linfa vitale freme sotto
il battito pulsante dell?esistenza. E' un tutt'uno,
un ductus scultoreo morbido che segue le modulazioni
interne ed esterne del corpo. Basta osservare ogni
pezzo da vicino, cogliendone l'aspetto plastico: si
dipanano gradatamente esperienze estatiche ed implicazioni
sentimentali, stati d'animo e ricordi romantici che
rimangono rappresi nel tono variabile del legno, nei
dettagli appena tracciati come nelle lievi torsioni
del capo o nella costruzione armoniosa dell'insieme.
Ogni particolare appare e dispare fra le compatte
asperita' della superficie, si adombra o si staglia
nella luminosita' spaziale scelta dall'autore.
La scultura di Roberto
Tonon quindi tramite di un momento di riflessione
sulle componenti dell'animo umano; la meditazione
si trasforma in un modellato sinuoso, leggermente
allungato verso l'alto, a volte patinato da raffinate
cromie. E' una poetica chiara in perfetto equilibrio
tra stile e contenuto. Egli imprime alle sue creature
un senso di armonia classica ovvero affida a ognuna
la misura ideale della bellezza. Ne percepisce le
tensioni, rivela i rapporti complessi fra l'ideazione
artistica e l'incognita del mondo interiore. La dialettica
ci affascina, un prezioso accordo tra figurazione
e astrazione, tra lirismo e memoria, coinvolge i nostri
pensieri in un momento magico. Silenziose ed avvolte
nel mistero queste figure fanno parte di noi.
ROBERTO TONON nasce
a Povegliano (TV) nel 1965. Vive e lavora a Padova.
Non ancora maggiorenne conosce lo scultore e scrittore
Mauro Corona. Ne rimane affascinato, tanto da seguire
il suo lavoro per tre anni nella valle del Vajont.
A Treviso segue i corsi di disegno nell'atelier di
Lino Epifani, approfondendo l'anatomia. Dopo la laurea
in lettere ad indirizzo artistico, si dedica totalmente
alla scultura e all'insegnamento. Numerose le esposizioni
ed i simposi di scultura, nazionali e internazionali.
EZIO FAVRIN - L'improvviso fremito del colore
Si percepisce subito un fremito, un gesto rapido'
di vitalita'. E' come cogliere la bellezza transitoria
di un fiore sbocciato o l'odore dell'erba appena tagliata
mentre il sole tramonta lontano, dietro i profili
di una rocca medievale. I colori, nelle piu' terse
tonalita' riempiono lo spazio. Lo sguardo comincia
a raccogliere emozioni, emerge plasticamente dal fondo
una collina pedemontana, un vecchio casolare o un
fienile abbandonato, la terra solcata dalla scansione
geometrica dei vitigni. Si sente un'anima pulsante,
lo slancio verso la vita. Nei paesaggi di Ezio Favrin
e' facile immergersi nella bellezza piu' autentica
della materia, il colore si raggruma e si dilata,
segue i rami sinuosi degli alberi o si addensa sui
tetti delle case. E' come un magma che avvolge la
visione, aria, cielo, la natura nelle sue piu' terse
gradazioni, dai gialli, ai rossi, agli azzurri e verdi.
Ezio Favrin ci offre un'interpretazione del paesaggio
forte ed energica. La sua pittura si fa gradatamente
elegiaca e gestuale, materica ma anche dipanata nell'atmosfera
mantenendosi sempre fedele a qualcosa che nasce dal
di dentro: un sentimento di rispetto per il paesaggio,
una fusione totale con la natura che pervade i moti
dell'anima. E' un esperienza primitiva che talvolta
si accentra in suggestive definizioni espressioniste,
nutrite cio' in un gusto che nasce da una meditazione
importante sull'ambiente che si sta modificando. Favrin
imprime alle sue immagini un vigore che gradatamente
sembra spegnersi, nella realta' sotto il peso dei
mutamenti ambientali. Anzi definisce il paesaggio
un'utopia moderna, una dimensione di pura armonia
che tende a sparire ma che la sua pittura trasfigura
ancora come risonanza di una gioia interiore. Il continuo
fluire delle atmosfere naturali, gli spazi del lavoro
contadino, il ricordo vivo delle tradizioni rurali
vengono concentrate in un'esperienza che e' soprattutto
emotiva. La luminosa intensita' dei toni, le pennellate
dinamiche, i tersi orizzonti si sommano in un'espressione
che si fa poesia , cioe' esce dalla descrizione per
diventare riflesso dello spirito. Ezio Favrin coglie
il fascino di luoghi mai dimenticati, si sofferma
sulla purezza di certe atmosfere -come l'indimenticabile
controluce a Monfumo- oppure avvolge di mistero un
cancello chiuso ai margini di un'area coltivata. L'autore
accende di bagliori tutto cio' che appartiene alla
sua esperienza e quindi i luoghi conosciuti, visti
e trasformati dal dato cromatico, si imprimono di
una solarita' che ci avvolge. La sua immediatezza
rende brioso ogni soggetto e s'innesta in un discorso
importante sul valore morale della natura, sull'incontro
armonioso fra l'uomo e l'ambiente accompagnato dal
dolce ritmo delle stagioni. L'istinto puro dell'esistenza
ci conduce verso un'arte straniante carica di speranza.
EZIO FAVRIN nasce ad
Altivole (TV) nel 1951, dove attualmente risiede e
lavora. Trascorre l'infanzia presso il mulino del
padre, dove, unendo il lavoro al diletto, apprende
importanti abilita' manuali. L'incontro con la pittura
avviene all'eta' di diciotto anni grazie all'insegnamento
del pittore Federico Polo (Tito) di Asolo. Nel 1974
tiene la prima personale a Bassano del Grappa (VI)
presso la Galleria d'arte San Marco. Numerose le sue
esposizioni in Veneto.
Iniziativa
realizzata grazie alla collaborazione di:
Ristorante
Pizzeria LA TAVOLACCIA
Castelfranco Veneto (TV) - Tel. 0423 498282
PETTENON COSMETICI
San Martino di Lupari (PD) www.pettenon.it
PRIME Sport Agency
Montebelluna (TV) www.primesportagency.com
