Addio
a Mario Rigoni Stern

Lo scrittore Mario Rigoni Stern è morto
ad Asiago, all'età di 86 anni. Malato
da tempo, Rigoni Stern è mancato lunedì
sera. La notizia della sua morte è
stata tenuta riservata dalla famiglia, per
espressa volontà dello scrittore. I
funerali sono stati celebrati martedì
pomeriggio, in forma strettamente privata,
nella chiesetta del cimitero di Asiago.
IL SINDACO -
«Per noi è una perdita gravissima.
Rigoni Stern era l'icona dei valori della
gente di montagna». Così il sindaco
di Asiago, Andrea Gios, commenta la scomparsa
del celebre scrittore altopianese.
«Perdiamo - sottolinea - un pezzo della
nostra storia, forse il più autorevole,
anche se è riduttivo naturalmente considerare
Rigoni Stern solo un asiaghese. La sua fama
era di levatura mondiale». «Rappresentava
- ribadisce Gios - i valori della gente della
montagna, quelli in cui tutti noi ci identifichiamo.
Per fortuna ci ha lasciato un tesoro, quello
delle sue opere delle quali possiamo continuare
a godere».

LA VITA - Mario
Rigoni Stern era nato ad Asiago (Vicenza)
il primo novembre 1921. Trascorre l'infanzia
tra i pastori e la gente di montagna dell’Altopiano
di Asiago, appena terminata la Grande guerra.
Nel 1938, entra alla Scuola Militare d’alpinismo
di Aosta e, più tardi, combatte come
alpino, nel battaglione Vestone, in Francia,
Grecia, Albania, Russia. Fatto prigioniero
dai tedeschi dopo l'8 settembre 1943, è
trasferito in Prussia orientale. Rientra a
casa il 5 maggio 1945. Non si muove più
dal suo paese natìo; trova impiego
al catasto comunale, dove lavorerà
fino al 1970. Successivamente si dedichera
totalmente al mestiere di scrittore che aveva
abbracciato fin dagli anni '50. Nel 1953,
Elio Vittorini pubblica presso I Gettoni di
Einaudi, il suo primo e più celebre
romanzo «Il sergente nella neve»,
che presto diventa un classico della letteratura
moderna italiana, e che narra, autobiograficamente,
la storia di un gruppo di alpini italiani
durante la ritirata di Russia.

LE OPERE:
Il sergente nella neve, Einaudi, 1953
Il bosco degli urogalli, Einaudi, 1962
La guerra della naia alpina, 1967
Quota Albania, Einaudi, 1971
Ritorno sul Don, Einaudi, 1973
Storia di Tönle, Einaudi, 1978 (Premio
Campiello)
Uomini, boschi e api, Einaudi, 1980
L’anno della vittoria, Einaudi, 1985
Amore di confine, Einaudi, 1986
Il libro degli animali, Einaudi, 1990
Arboreto salvatico, Einaudi, 1991
Compagno orsetto, E.Elle, 1992
Aspettando l’alba, Il Melangolo, 1994
Le stagioni di Giacomo, Einaudi, 1995
Sentieri sotto la neve, Einaudi, 1998
Il magico "Kolobok" e altri scritti,
La Stampa, 1999
Inverni lontani, Einaudi, 1999
Tra due guerre e altre storie, Einaudi, 2000
1915-1918 La guerra sugli Altipiani. Testimonianze
di Soldati al fronte, Neri Pozza, 2000
Il libro degli animali, Einaudi, 2001
L'ultima partita a carte, Einaudi, 2002
CAMON: «L'AVEVO
PROPOSTO PER IL NOBEL» - «Era
uno scrittore grandissimo, aveva la grandezza
che hanno i solitari». È il primo
commento dello scrittore Ferdinando Camon
alla notizia della morte di Rigoni Stern.
«Quando sono stato presidente del Pen
Club italiano - ricorda - è stato il
primo italiano che ho candidato al Nobel:
era uno scrittore classico, dalla visione
lucida e dalla scrittura semplice ma potente;
aveva carisma anche come uomo». Tante
volte, sottolinea, «io, Mario Ismenghi,
Giampiero Brunetta, Sergio Perosa e il professor
Lenci andavamo a passeggiare per i monti e
tutti lo sceglievamo automaticamente come
guida». Camon ne ricorda la figura:
«aveva un carattere buono e mite - rileva
- se ne fregava dei convegni e delle società
letterarie».
da : www.corriere.it
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Intervista
a Mario Rigoni Stern di Emanuela Da Ros
per www.oggitreviso.it
''Io,
sul Don sergente nella neve''
articolo di Mario Rigoni Stern per La Stampa
Il
ricordo dello scrittore Mauro Corona
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Scomparso
Mario Rigoni Stern dal sito www.ana.it
A pochi giorni
dalla scomparsa di Carlo Geminiani (indimenticabile
autore delle parole di Joska, de L'Ultima
Notte, di Monte Pasubio) un altro lutto ha
colpito la famiglia alpina.
Con poche righe di un lancio d’agenzia
abbiamo appreso della scomparsa di Mario Rigoni
Sten, del sergente del btg. Vestone Mario
Rigoni Stern.
La notizia ci ha colpito come uno schiaffo
ma, subito, il dolore ha fatto posto alla
malinconia.
Avremmo voluto salutarlo, stare con lui nell’ultimo
viaggio, ma Rigoni era fatto così.
Ero un uomo semplice e buono che detestava
le formalità. E con la stessa semplicità
con la quale ha vissuto se ne è voluto
andare.
Uomo di grandi passioni, instancabile narratore,
innamorato delle montagne, dei boschi, delle
genti semplici e perbene, dello spirito autentico
degli alpini.
Classe 1921, autodidatta, ha partecipato alla
Campagna di Grecia e di Russia riportandone,
come tutti, indelebili segni nell’anima.
Segni che ha saputo esorcizzare raccontando
le sue storie, dalla Grecia alla Russia, ma
anche quelle della sua terra, dei suoi boschi,
degli animali, delle sue valli.
L’ultima volta l’ho incontrato
in Ortigara, alla Colonna Mozza. Era il sabato
precedente all’Adunata di Asiago .
Al termine di una cerimonia che ci aveva commosso
profondamente, mentre mi accingevo a rimettere
lo zaino in spalla per scendere a valle l’ho
incrociato. Gli occhi si erano più
arrossati di quando era arrivato, ma il viso
era luminoso e sorridente. L’ho guardato
e non riuscendo a trattenere un pensiero che
mi è scappato dalle labbra quasi contro
la mia volontà, gli ho detto: “Sergentmagiù!
Hai visto che gli alpini sono tornati tutti
a baita”.
Mi ha guardato. Ha sorriso. Non ha detto nulla.
Ma una lacrima gli ha solcato il viso.
Mi è bastato.
Ciao Mario …anche
oggi le "bianche" hanno volato nel
silenzio dell’Ortigara.
