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Iniziative per ricordare la Grande Guerra

Crespano del Grappa


E' stato riaperto, dopo quattro anni di chiusura, il museo della Grande Guerra a Palazzo Reale a Crespano del Grappa. In evidenza la grande donazione di Xamin, migliaia di reperti di grande valore, che ora andranno ad arricchire il museo. Tutto e' stato minuziosamente catalogato e soprattutto i reperti sono stati messi in sicurezza all'interno di teche e disposti su due piani di Palazzo Reale. Il Comune di Crespano si e' impegnato per la sistemazione e la messa a norma del Museo che ora e' perfettamente usufruibile grazie anche ad una convenzione con l'associazione locale Antea che gestira' questo patrimonio. La guida al visitatore sara' proprio Paolo Xamin che luoghi, armi, e reperti conosce come nessuno. E lo ha spiegato nel corso della semplice ma sentita cerimonia di riapertura voluta dal sindaco Nico Cunial ed alla quale hanno presenziato i sindaci della zona, il vice presidente della provincia Floriano Zambon, l'assessore al turismo Marzio Favero, il sen. Gianpietro Favaro e le classi terze della scuola media di Crespano accompagnate da insegnanti e dirigente scolastico la prof.ssa Bressan. Il sindaco Cunial ha spiegato:" L'importanza ed il valore di questo museo e' la memoria che conserva e che va tramandata ai giovani".

Il museo e' aperto tutte le domeniche dalle 15 alle 19 e
in settimana previo appuntamento telefonando al 0423 930146.

 

Museo della "Grande Guerra 1915-1918" di Maserada


Nel museo della "Grande Guerra 1915-1918" di Maserada , gli oggetti reperiti nel greto del fiume sacro alla patria raccontano la vita di trincea dei soldati che parteciparono al primo conflitto mondiale. Oltre alle teche italiane, si possono osservare quelle dell'esercito austro-ungarico, francese, tedesco, inglese e confrontare, cosi, le diverse dotazioni a disposizione. Le scarpe italiane, ad esempio, erano ferrate e scomode mentre quelle tedesche erano dei veri e propri stivali, simili ai modelli attuali. Anche le maschere anti-gas mostrano grandi differenze: quelle italiane erano realizzate con strati di garza piu' tela cerata, mentre quelle austriache, oltre ad un'aderenza quasi perfetta, rispettavano gia' il principio dei carboni attivi, cosi come quelle inglesi. Le borracce francesi, invece, rispetto a quelle in dotazione negli altri reparti, erano molto piu capienti perche' per la loro realizzazione era stata sfruttata l'esperienza coloniale in terre dove l'acqua scarseggiava. Nella visita al museo si possono comunque trovare anche molte armi a partire dalle baionette, dai fucili e i moschetti, per arrivare agli scudi pettorali difensivi o agli elmetti.

Si possono, poi, ammirare i primi cibi in scatola con i fornelletti per riscaldarli o le prime gavette, ma anche esempi di barelle, stetoscopi, forbici per estrarre i proiettili, nonche i primi farmaci.

Nella teca sulla telegrafia sono disposti rotoli di filo, macchine fotografiche, cornette telefoniche di ricezione e trasmissione dei messaggi, ma anche tutto il necessario per scrivere (per chi lo sapeva fare) come penne, calamai, ceralacca.

Un'altra curiosita' e' costituita dalla dotazione dei reparti alpini e quindi sci, ramponi, copri scarponi in paglia, ma anche occhiali antiriverbero con "lenti" in ferro fessurate a raggiera.

Tra le attivita' del museo, oltre alla didattica e alla ricerca, figura anche l'organizzazione e gestione di eventi di natura storica, come quello che si terra il 15 giugno in occasione del novantesimo anniversario della fine della grande guerra. Alla manifestazione parteciperanno anche i Gordon Highlander, ossia il reggimento che suona per la regina a Buckingham Palace, che regalera' al museo la sua divisa ufficiale. Tra i progetti in itinere, inoltre, vi e' quello di mappare tutti i siti della zona del Piave per vedere quali luoghi, come ad esempio resti di bunker, monumenti e quant'altro, possano entrare a far parte di un circuito sulla prima guerra mondiale. Per il momento e' possibile abbinare alla visita al museo, quella ai monumenti italiani e inglesi della vicina Salettuol. Infine, nel 2009 il museo cambiera' sede e potra' contare su un'area espositiva di 600 metri quadri.

Per le visite gli orari di apertura coincidono con quelli della biblioteca e vanno dal lunedi al venerdi dalle 15 alle 16.30. Le visite guidate si effettuano il martedi e il venerdi, oppure su prenotazione. L'ingresso e gratuito.

 


Nei luoghi della Grande Guerra...
mangiando il cibo della Grande Guerra


Nei luoghi della Grande Guerra... mangiando il cibo della Grande Guerra. Quest'ultimo e' il tassello che l'Ascom progetta di aggiungere per rendere piu'...appetitosa la proposta ai turisti di Vittorio Veneto che celebra e ricorda il 1918, cioe' il motivo per cui
quasi ogni citta' d'Italia ha una via o piazza a suo nome.
Vitto del 1915-18 non significa pero' razioni kappa o sbobbe in zozze gavette; men che meno derrate conservate da 90 anni fa. Ma piuttosto, spiegano dall'Ascom, il gulash amato dagli austrungarici occupanti, o i patugoi dei poveri pasti dei veneti nell'"anno della fame". Con la possibilita' naturalmente per ogni ristorante di proporre il suo proprio piatto con richiamo alla prima guerra mondiale, piu' o meno mediando tra la miseria in cucina d'allora e il gusto d'oggi.




Quella della "guerra da mangiare" per ora e' solo un'idea della direttrice Ascom Antonella Secchi e del consigliere suo collaboratore Marzio Gava. Potrebbe pero' cadere come cacio sui maccheroni di un altro progetto al vaglio, quello di ricreare in citta' una osteria com'era 90 anni fa.

Notizie tratte da www.gazzettino.it

 

 

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