‘Ricordi
di vita contadina’ di Sergio Boscarato

A
Conegliano, ‘Ricordi di vita contadina’
di Sergio Boscarato
Domenica 14
settembre alle ore 11 presso la loggia del
Municipio di piazza Cima si terrà la
presentazione del libro di Sergio Boscarato
‘Ricordi di vita contadina’ edito
da Dario De Bastiani. Il compito di presentare
l’opera è affidato a Leopoldino
Miorin, assessore comunale. Al termine della
presentazione, alla quale interverranno anche
il sindaco di Conegliano Alberto Maniero e
il vicepresidente della Provincia di Treviso
Floriano Zambon, ci sarà un brindisi
per tutti i presenti offerto dal Caffé
Teatro con i vini dell’azienda Conti
di Collalto.
La recensione
di Leopoldino Miorin.
«Sergio
Boscarato, è un Generale dei Carabinieri
che dopo 50 anni vissuti nell’Arma è
ora in pensione. Ha vissuto e operato in diverse
città italiane per poi fissare a Parma
la sua attuale residenza.
Coneglianese di Campolongo, la frazione sud
della “Perla del Veneto”, è
nato e ha trascorso l’infanzia e parte
della giovinezza in questo territorio, dove
le sue radici sono state e sono ancora fortemente
ancorate.
In questo suo secondo libro l’Autore
racconta la storia della sua famiglia, numerosa
come tutte le famiglie contadine di un tempo
e descritta con amore e rimpianto in una serie
di racconti nei quali ritroviamo i suoi ricordi
più vivi di quegli anni. Ecco così
che gli affetti familiari, la vicinanza attiva
dei compaesani, il lavoro nei campi e la comunità
della Parrocchia, sono fonti di aneddoti incentrati
in quel modo di vivere ormai dimenticato.
Lui stesso sottotitola la sua opera come “Ricordi
d’infanzia e della cultura contadina
ormai tramontata.”
Scorrono così sotto i nostri occhi
le precise descrizioni di quelle attività
che un tempo scandivano il fluire delle stagioni
nella vita dei contadini; dall’aratura
alla semina, alla trebbiatura, alla vendemmia,
alla solennità delle feste “consacrate”
; e poi il Natale con la suggestione del Presepio,
il nuovo anno col Te Deum in Chiesa, la Settimana
santa e i suoi riti sempre uguali e sempre
diversi, la festa del Patrono….. Sono
tutti descritti con dovizia di particolari
e coinvolgono il lettore in un vissuto che
si sente da subito vero e indelebile, uguale
a quello di tante esistenze analoghe.
Ma anche la attenta osservazione della natura
circostante, nella vita di tutti i giorni,
ha la sua parte in questi racconti che fanno
trasparire una malinconia e una tristezza
riscattata però dalla fierezza e dall’orgoglio
per le proprie origini.
Emerge anche, in questo libro, la profonda
fede in Dio dell’Autore e una sua marcata
religiosità che appare in modo più
evidente in alcuni racconti, cito per tutti
“ La Settimana Santa”
Volendo pescare nei nostri ricordi scolastici,
direi che leggendo quegli episodi vengono
alla mente i versi di Leopardi che parlavano
della vita contadina del villaggio, così
simile a quella Campolongo descritta da Sergio
Boscarato in questo suo libro autobiografico»