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Il sì di Bruxelles alle nuove regole sul
Radicchio di Treviso

 


Il radicchio variegato di Castelfranco e il radicchio rosso di Treviso, prodotti Igp, a indicazione di origine protetta, avranno i loro loghi identificativi, con lo scopo di offrire un'informazione più chiara al consumatore e per meglio soddisfare le esigenze della domanda di mercato. Il via libera all'adozione dei loghi è giunto dalla Commissione europea, che ha approvato il 5 agosto scorso le domande di modifica dei disciplinari con cui Bruxelles ha inserito, nel novembre 2007, le due varietà nel registro delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine protette.

«Esprimo tutta la mia soddisfazione per la modifica del disciplinare del Radicchio di Treviso perché si tratta di un prodotto di eccellenza fortemente radicato nel territorio»: il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia, commenta così la modifica del disciplinare.

«Il Radicchio di Treviso è il primo ortaggio ad aver ottenuto la denominazione di origine protetta a livello comunitario - prosegue Zaia - e ha sempre rivestito un ruolo di apripista per i prodotti ortofrutticoli in ambito nazionale e comunitario». Nel disciplinare si specificano in maniera più dettagliata le modalità produttive e i tempi dell'ottenimento del Radicchio. Viene, inoltre, introdotta l'obbligatorietà della legatura delle produzioni in pieno campo e viene ampliata la dimensione inferiore del cespo al momento dell'immissione al consumo. Altre modifiche riguardano le caratteristiche delle vasche, cambiate per permettere ai produttori di utilizzare anche materiali diversi.

Per quanto riguarda il radicchio variegato di Castelfranco, fra le altre modifiche del regolamento, viene anche inserito il comune di Mira tra i centri di produzione.

Articolo tratto da www.gazzettino.it

 


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