Prosecco, niente
crisi e l'export cresce
Bilancio positivo per il
Consorzio di Valdobbiadene e Conegliano.
Le nuove strategie
Riserva del nome Prosecco, evoluzione della
doc storica, valorizzazione del territorio.
Questi i temi caldi affrontati a Villa Brandolini,
in occasione della presentazione del rapporto
2008 realizzato dal Centro Studi di Distretto
Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, con
il sostegno della Camera di Commercio di Treviso.
Il 2008 sarà un'annata
di conferma per il Prosecco di Conegliano
Valdobbiadene, che mantiene il trend positivo
degli ultimi anni, con una crescita annua
media dell'11% dal 2003 in avanti. La denominazione
attesta dunque la sua tenuta sul mercato nonostante
la forte competizione e un momento congiunturale
difficile, come evidenziato dal responsabile
della ricerca Vasco Boatto e da Giancarlo
Gramatica di IRI Infoscan.Le risposte alla
crisi sono da ricercare nella tenuta del valore,
doppio rispetto al prodotto non a denominazione,
e nella destagionalizzazione dei consumi del
Prosecco, che mantiene un andamento delle
vendite costante durante l'anno. In crescita
soprattutto l'export, aumentato per lo spumante
del 15,9% tra il 2003 e il 2007, e caratterizzato
sempre più dalla diversificazione sui
mercati di oltre 40 paesi.
«Il distretto ha aggiunto
Mario Volpe, docente della Ca' Foscari - è
capace di rafforzare ulteriormente la denominazione,
essendo lo strumento di eccellenza che rende
il territorio capace di vincere sfide difficili».
Per Giancarlo Vettorello, direttore del Consorzio,
«in un momento come l'attuale è
necessario uno sguardo attento al futuro.
Per questo il Consorzio ha deciso di avviare
una strategia per consolidare Conegliano Valdobbiadene
come elemento qualitativo differenziale. Lavoreremo
con l'obiettivo di costruire un patrimonio
di fiducia e attrattività intorno alla
nuova denominazione Conegliano Valdobbiadene
Docg Prosecco Superiore, del quale beneficeranno
tutti gli associati. Abbiamo intrapreso inoltre
un piano triennale di marketing per orientare
il consumatore, in Italia e all'estero, permettendogli
di individuare e scegliere il prodotto dell'area
storica di Conegliano e Valdobbiadene».
La necessità
di promuovere il Prosecco nell'ottica di una
complessiva valorizzazione del sistema territorio
è stata sottolineata dal vicepresidente
della Regione Franco Manzato, che ha posto
l'accento sull'importanza della zona in termini
di produttività e di «rappresentanza
del Veneto attraverso il prodotto».Secondo
Mara Manente, direttore del Ciset, «uno
degli strumenti più preziosi per fare
conoscere l'unicità del territorio
sarà il turismo». In questo senso,
l'area di Conegliano e Valdobbiadene pare
avere caratteristiche davvero uniche, tanto
che è stato avviato l'iter per la richiesta
di riconoscimento a Patrimonio Unesco. Dal
primo sopralluogo informale da parte degli
ispettori, è emerso che le colline
del Prosecco hanno tutti i requisiti per ottenere
questa identificazione, laddove in Italia
non esiste ancora un luogo che l'Unesco abbia
ritenuto patrimonio grazie alla vitivinicoltura.
articolo di
Martina Tonin tratto da www.gazzettino.it
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