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Il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” a Andy Cave

 

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XXVII Premio Giuseppe Mazzotti - edizione 2009


Ha vinto Imparare a respirare: il premio Veneto Banca-La voce dei lettori è stato assegnato al libro dell'inglese Andy Cave, Edizioni Versante Sud, premio assegnato all'autore, nella suggestiva scenografia del Parco Gambrinus . Ha colpito limmaginario della Consulta di 40 lettori - organizzata nell'ambito del Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti - la storia di quest'uomo, nato a Royston nella contea inglese dello Yorkshire, che a sedici anni diventa minatore, come suo padre e suo nonno. Miniere che abbandona nel 1986 per dedicarsi alla montagna. A questa scelta, tutt'altro che facile, affianca quella di migliorare la sua formazione scolastica, fino a laurearsi. Una moderna vicenda umana la sua, che lo porta nel 1997 alla prima, strepitosa e coraggiosa ascensione di una delle pareti più difficili, temute e verticali del mondo, quella Nord del Changabang, in Himalaya. "Imparare a respirare" è un quadro vivace e divertente, tratteggiato con efficacia e perspicacia, di due gruppi umani molto diversi fra loro (minatori, alpinisti) ognuno dei quali però è costretto ad affrontare ambiti inospitali. È anche un'analisi, su scala più ampia, della capacità dell'uomo di attingere alle sue risorse interiori così come alla forza altrui.

Secondo nel livello di gradimento, La scomparsa delle api di Silvie Coyaud.Il Mazzotti è premio che, alla sua 26° edizione, è capace di attirare 208 opere inviate da 99 case editrici. È più vitale che mai, se pure avrà bisogno di una limatina al regolamento, come suggerito dal presidente dalla giuria Silvia Metzeltin Buscain, che ha sottolineato la mole di lavoro svolto. Piena armonia fra i giurati: «Non abbiamo litigato fra noi - ha dichiarato la celebre alpinista - nè abbiamo avuto alcuna pressione dall'esterno».

Entusiasmo fra il pubblico per la novità, il premio Juniores. Che sollievo vederli sul palco quei ragazzi seducenti nella loro gioventù. Sarebbero piaciuti a Giuseppe Mazzotti questi «figli di una generazione che ha perseguito il cinico profitto», per dirla con le parole di una di loro, che eppure sta mostrando, con tutte le sue difficoltà, d'essere capace di guardare avanti accogliendo il grido di angoscia del paesaggio ferito. Un paesaggio dai tanti volti, ricomposto nell'"Abecedario del paesaggio veneto", lavoro della classe 2° (ora 3°) del Liceo Classico Giacomo Zanella di Schio che ha vinto il primo premio. Un paesaggio permeato attraverso i racconti intensi, talvolta nostalgici della nonna, raccolti e rielaborati da Eddi Gaspari della 3°B del Liceo Scientifico Follador di Agordo che ha vinto il secondo premio con Mi piacciono le favolre, raccontane altre. Un paesaggio infine che ha vissuto intense trasformazioni, con l'epocale mutamento da società agricola a comunità post-industriale. È quello di Schio, con Selene Dal Lago della 3° Liceo Scienze Sociali che ha narrato di "Il cuore dell'industria tessile che batteva a Schio": se Lanerossi non c'è più, è rimasto nella comunità il solco profondo delle trasformazioni da essa operate.

Già lanciato il tema per la 27° edizione: saranno le ville venete, patrimonio al quale Bepi Mazzotti ha dedicato la vita.La cerimonia di assegnazione si è svolta con la brillante conduzione delle giornaliste Maria Luisa Vincenzoni e di Sveva Sagramola, con Ireneo Miotto di Veneto Banca che ha fatto le veci di Franco Posocco. Marisa Zanzotto ha ritirato il premio Honoris causa assegnato al marito, il poeta Andrea Zanzotto, assente per una lieve influenza. A conclusione il superbo dinner party orchestrato da Adriano e Pierchristian Zanotto, capaci di rinnovarsi ad ogni edizione. Secondo lo spirito autentico di Giuseppe Mazzotti.

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Il concorso letterario aperto alle scuole superiori lancia, per il prossimo anno, il tema delle ville venete

Il Premio Mazzotti punta sui giovani



Sarebbero certo piaciuti a Bepi Mazzotti quei ragazzi che, sul palco del «Gambrinus » hanno ricevuto il premio «Juniores» sostenuto da Veneto Banca e da Vivarte. Studenti impegnati, seducenti nella bellezza dei loro giovani anni, che hanno portato una nota di vivacità e freschezza alla 26° edizione del Premio Giuseppe Mazzotti, la cerimonia conclusiva della quale si è svolta ieri. Il segreto di questo premio sta proprio qui: nel sapersi rinnovare negli anni, consapevole che le iniziative intelligenti non invecchiano mai. Nel padiglione allestito all'interno del Parco Gambrinus molto si è parlato ieri di paesaggio, quel tema così caro a Giuseppe Mazzotti, così sottolineato nelle liriche di Andrea Zanzotto. Il poeta trevigiano non è potuto intervenire ieri alla cerimonia, per ritirare il premio «honoris causa» - ne ha portato il saluto la moglie Marisa - comunque il suo messaggio aleggiava nell'aria. «Io forse insegno a tollerare, a chiedere ciò che illumina più nel chiederlo che nella risposta" è un verso dalle IX Ecloghe (1961), che non potrebbe essere più attuale. Perchè il paesaggio ferito, tema ricorrente in questa 26° edizione del Premio Mazzotti, domanda politiche illuminate, esige risposte di lungimirante politica. «Fra un mese - ha annunciato l'assessore provinciale alla Cultura Marzio Favero - partirà in Veneto la pianificazione paesaggistica. Non si può affidare il salvataggio del paesaggio ai tecnici. Esso è una questione dove natura e cultura si sposano, determina il destino e la storia di una comunità. Con il suo spirito combattivo oggi Giuseppe Mazzotti ci starebbe pungolando: siamo tutti responsabili del paesaggio». È a questo coinvolgimento diretto che s'appella il messaggio, sempre vivo, di Giuseppe Mazzotti. I ragazzi trevigiani sono chiamati a rispondervi: il tema del premio «Juniores» della 27° edizione verterà sulle ville venete.


Per informazioni:
Segreteria del Premio GAMBRINUS “GIUSEPPE MAZZOTTI”
tel. 0422 855609
fax 0422 802070
e-mail message@premiomazzotti.it
www.premiomazzotti.it

articoli di Annalisa Fregonese tratti da www.gazzettino.it


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