Palio dei Bisnenti di
Giavera del Montello
Il Palio
dei Bisnenti
A Giavera del Montello
dal 25 al 29 luglio,
ha luogo il Palio dei Bisnenti edizione 2008. Noto
anche come Palio dei Pisnent, questa competizione
e rievocazione storica si svolge ogni anno a in estate
e ripercorre allegoricamente il perido di dominio
Veneziano sul territorio Trevigiano. I contradaioli
diventano per un giorno bisnenti, cioè poveri
braccianti nullatenti, e spingono per le vie scoscese
di Giavera una carro carico di legname cercando di
bruciare le tappe del percorso nel minor tempo possibile.
Drappo 2007

Drappo 2008
IL LAVORO NASCOSTO

Programma
VENERDI'
25 LUGLIO :
ORE 20,30 PRESENTAZIONE SQUADRE
ORE 21,00 EL TAIO DEA GADIA
ORE 22,15 PREMIAZIONI EL TAIO DEA GADIA
ORE 22,20 AGGIORNAMENTO CLASSIFICA TROFEO BERTUOLA
ORE 22,25 SORTEGGIO PARTENZA PROVE PALIO
SABATO 26 LUGLIO
:
ORE 19,00 INIZIO PROVE UFFICIALI PALIO DEI BISNENTI
ORE 21,30 CLASSIFICA PROVE E ORDINE PARTENZA DEL PALIO
DEI BISNENTI 2008
ORE 21,40 AGGIORNAMENTO CLASSIFICA TROFEO BERTUOLA
DOMENICA 27
LUGLIO :
ORE 17,30 SFILATA CONTRADE
ORE 19,00 INIZIO PALIO DEI BISNENTI 2008
ORE 21,30 PREMIAZIONI PALIO DEI BISNENTI 2008
ORE 21,50 CLASSIFICA TROFEO BERTUOLA
LUNEDI' 28 LUGLIO
:
PARCO PARROCCHIALE
ORE 20.30 CENA DEL PALIO DEI BISNENTI
MARTEDI 29 LUGLIO
:
ORE 20,30 SORTEGGIO ORDINE PARTENZA PALIO DEI PICCOLI
BISNENTI 2008
ORE 21,00 PALIO DEI PICCOLI BISNENTI 2008
ORE 22,00 PREMIAZIONI PALIO DEI PICCOLI BISNENTI
ORE 22,15 PREMIAZIONI TROFEO BERTUOLA

Un
po' di Storia
Un Palio per ricordare i "Bisnent"
del Montello
Intitolare un palio all'epopea dei
bisnenti montelliani è una maniera simpatica
di rievocare una pagina significativa dellanostra
storia e - si auspica - di suscitare curiosità
attorno ad essa.
Chi erano i Bisnenti o Pisnenti del Montello? Con
questi termini sin dalla prima metà dell''800
e, più ancora, nella seconda, vennero denominati
i circa 7-8 mila residenti dei 13 paesi montelliani
(Nervesa, Bavaria, Giavera, Selva, Lavajo, Volpago,
Martignago, Venegazzù, Caonada, Biadene, Busco,
Ciano e S. Mama), che sopravvivevano grazie ad una
sistematica attività di spogliazione del bosco,
inutilmente repressa dall'autorità del tempo.
Le due parole indicavano in origine i braccianti giornalieri
o saltuari, i contadini senza terra, i boscaioli senza
bosco, ma furono applicate ai Montelliani per sottolinearne
più efficacemente le miserrime condizioni di
vita, divenendo per facile etimologia sinonimi di
due volte niente, più niente, cioè di
nullatenenti, di poveri in canna.
La loro storia veniva da lontano e cioè dai
tempi della Repubblica Serenissima di Venezia, che
tra il XV e XVI secolo aveva occupato il Montello,
ne aveva espulso i Montelliani, sopprimendo le attività
silvo-pastorali da loro praticate e riservando il
bosco alla coltura esclusiva dei roveri, indispensabili
alle esigenze della sua flotta. Cacciati dal bosco,
i pastori, i contadini, i carbonai ed i fornaciai
montelliani divennero boscaioli al servizio dell'arsenale
veneziano, vivendo tale condizione come un'autentica
usurpazione dei diritti d'uso che essi vantavano su
larga parte del colle e che rimontavano all'epoca
medievale. Malgrado la concessione a loro esclusivo
vantaggio dei prodotti secondari del bosco e il loro
impiego nei lavori di manutenzione, di taglio e trasporto
del legname, continui furono i furti di piante e la
pratica del pascolo abusivo, che furono repressi con
la comminazione di multe e pene sempre più
severe, dagli "squassi de corda", a "remar
nelle galere", sino all' impiccagione.
A ridosso della Provvederia di Giavera, sede dell'amministrazione
forestale veneziana, è tuttora visibile la
"prison", nella quale venivano rinchiusi,
in attesa di processo, coloro che venivano sorpresi
dal "saltari" (guardie boschive) a rubare
nel bosco.
La caduta della Serenissima nel 1797 ad opera dei
Francesi e la successiva dominazione austriaca aggravarono
notevolmente le condizioni di vita dei Montelliani,
cui non furono riconosciuti, se non tardivamente e
parzialmente, i vantaggi goduti ai tempi dei Veneziani.
La reazione dei Montelliani, nel succedersi delle
varie amministrazioni, fu quella di tentar di riprendersi
abusivamente l'uso del colle, praticando talora autentici
saccheggi ai danni del bosco, come nel 1848, in concomitanza
con le insurrezioni antiaustriache.
Fu proprio al tempo della dominazione austriaca che
i Montelliani cominciarono ad essere chiamati con
i termini di bisnenti o pisnenti, che localmente venivano
pronunciati con la dizione tronca di bisnent o pisnent.Tanto
con i Francesi che con gli Austriaci, la Provvederia
continuò ad essere la sede dell'Amministrazione
del bosco, ospitando la Sottoispezione forestale,
dipendente da un Ispettore generale residente a Treviso.
Le stesse funzioni amministrative furono conservate
anche con l'annessione del Veneto al Regno d'Italia
nel 1866. La politica forestale attuata sul Montello
dal Governo italiano, con la vendita di grandi quantità
di piante "per aste pubbliche complessive",
gestite dalla "Regia Sottoispezionedi Giavera",
impoverì irreparabilmente il bosco e rese addirittura
drammatica la condizione dei bisnent, privati di ogni
diritto, esclusi dai lavori di taglio e piantumazione,
e costretti per sopravvivere al furto quotidiano della
legna nel bosco.
Avvantaggiati dalla secolare conoscenza dei luoghi
e dei percorsi, i bisnent eludevano la sorveglianza
delle guardie, si introducevano nel bosco, ne asportavano
piante vive e legna secca, che poi utilizzavano non
tanto per le loro esigenze, ma soprattutto come merce
di scambio per procurarsi la polenta e poco altro
con cui sopravvivere.
Le denunce e le condanne per i furti di legna furono
innumerevoli. Un testimone dell'epoca, l'avv. Luigi
Stivanello, annotava in proposito: "Il circondario
di Giavera offre in contravvenzioni constatate una
media 54 volte superiore che la media nazionale del
Regno". A nulla tuttavia servivano siffatte misure
repressive, perchè - come si legge in una relazione
del 1884 "i bisnenti invocano talora i1 carcere
come luogo ove sfamarsi".La "questione montelliana",
assunta ad argomento di dibattito culturale e politico
a livello addirittura nazionale, fu risolta con la
legge Bertolini-Chimirri del febbraio 1892, che stabilì
la sdemanializzazione del colle, la sua assegnazione
per metà ai "bisnent" a titolo gratuito
e la vendita dell'altra metà in poderi.
Fu questa l'ultima, rilevante, anche se discutibile,
operazione che avvenne nella Provvederia, dove la
"Rappresentanza Consorziale", formata da
dieci membri dei Comuni montelliani (Arcade, Cornuda,
Montebelluna, Nervesa e Volpago) curò, tra
mille difficoltà e pressioni, l'assegnazione
delle quote agli aventi diritto, cioè- ai residenti
nei 13 paesi montelliani da almeno dieci anni e in
possesso del certificato di miserabilità.
Furono così create ben 2684 piccole proprietà
ed alienati 386 poderi, sui quali sorsero i paesi
di SS. Angeli e S. Croce.
La quotizzazione del Montello risolse solo in minima
parte i problemi economici dei bisnent. Dopo meno
di 20 anni infatti oltre il 20% degli assegnatari
aveva già ceduto la propria quota, riprendendo
la solita vita di stenti, di miseria e di emigrazione
massiccia.
Per maggiori
informazioni :
Sito web: www.paliodeibisnenti.it
Comune Tel: 0422.775711
Info Tel: 0422.545918
Notizie
e foto tratte dal sito ufficiale www.paliodeibisnenti.it
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