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Il Veneto omaggia Canova con una mostra dedicata al grande genio

 

 

A Possegno in esposizione ritratti e autoritratti del mito universale

 

‘La mano e il volto di Antonio Canova: Nobile semplicità serena grandezza’ è la mostra che si terrà dall’11 ottobre al 6 gennaio presso il Museo e Gipsoteca di Possagno, città natale dell’artista.

L’esposizione riunisce, ed è la prima volta, la quasi totalità della produzione ritrattistica canoviana, sia che si tratti di autoritratti che di ritratti su olio o marmo realizzati da altri, italiani ma soprattutto stranieri, a conferma di come il mito sia presto diventato universale.

Forse i più sinceri sono proprio quelli che il maestro realizzò su se stesso, sette in tutto, in cui si propone “in veste di scultore” o di pittore, utilizzando il disegno su carta, la pittura, il gesso e, naturalmente, il marmo. Autoritratti che non erano solo ad uso personale, che avevano una loro committenza e che oggi sono sparsi tra Possagno, Roma, Venezia e Firenze. Colpisce il realismo di queste opere, la capacità introspettiva del maestro, la sua scelta di rappresentarsi certo in veste di artista di successo che non occulta però l’uomo vero.

Accanto ai circa 40 ritratti, dipinti o scolpiti, saranno in mostra anche alcuni dei moltissimi ‘ritratti incisi’. La tecnica dell’incisione fu ampiamente usata dai biografi e soprattutto dai cultori canoviani per riprodurre a tirature spesso limitatissime i ritratti plastici e pittorici dell’artista. Così come sarà documentato un ulteriore modo di glorificare e rendere ‘eterno’ il volto del Canova, ovvero la produzione medaglistica, davvero straordinaria ed imponente.

E’ la stessa Casa-Museo di Possagno, voluta e curata dal maestro, ad essere, insieme al Tempio che egli ideò ed eresse per diventare la chiesa parrocchiale del suo paese natale, il maggiore monumento alla sua ‘imperitura fama’.

Durante tutta la vita, Canova fu a contatto con moltissimi artisti che, come nell’uso del tempo, erano soliti offrire anche a titolo di scambio l’esecuzione di ritratti. Tra questi rapporti è del tutto particolare quello con l’artista inglese Thomas Lawrence che incontrò nel 1815 Canova a Londra e che durante un successivo soggiorno romano gli consegnò un ritratto che il maestro inglese ripropose in diverse versioni e che fu molto copiato (in mostra ve ne saranno ben sei, provenienti, tra l’altro, dal Museo Correr, dal Museo di Santa Caterina di Treviso, dalla pinacoteca di Brera, dal Castello del Buonconsiglio di Trento e da alcune Collezioni private).

notizia tratta da : http://www.adnkronos.com


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