Selezione di
artisti d’eccezione per il Merry Christmas
della Galleria Browning ad Asolo!
Una collettiva di artisti
frizzanti e diversissimi tra loro, per annunciare
l’arrivo della Natività cristiana,
sotto il segno di una rinascita espressiva
che anima gli esiti e le realizzazioni di
questi protagonisti, pronti a attirare ed
incuriosire gli sguardi asolani e non solo:
è il singolare ed accattivante “Merry
Christmas”, lanciato dalla Galleria
Browning di Asolo dal 19 dicembre 2008, attraverso
gli stili e le poetiche di Isotta Dardilli,
Walter Davanzo, Paolo Loschi, Francesco Meneghini
e Giorgia Ricci.
Isotta Dardilli, è
soprattutto un’artista dell’Anima,
attribuendo a questa parola la sua duplice
valenza che indica al tempo stesso la coscienza,
a dimensione interiore e superiore dell ’uomo
e insieme l’istinto e la vitalità
animale (“animale ”, appunto.
..) i suoi disegni e dipinti, dal tratto particolarmente
incisivo, danno corpo a sogni, sentimenti,
emozioni, paure. Dare corpo” è
del resto un’espressione che si attaglia
particolarmente alla pittura di Isotta Dardilli
non solo per questo suo aspetto ma anche per
quella dimensione fisica, materiale, sensuale
- Corporea appunto che porta con sé:
non è un caso che proprio il corpo
sia il protagonista di molti di questi quadri.
Ecco dunque che la dicotomia corpo/anima si
ricompone: quei segni sono in realtà
cicatrici, ferite aperte rimarginate, possibilità;
ci parlano, attraverso il corpo, in una dimensione
interiore, esempi di arte viscerale nel senso
letterale del termine. Note biografiche: nata
a Venezia nel 1971. Diplomata in graphic design
nel 1992 e all’Accademia di Belle Arti
nel 1996. Vive a Treviso e lavora a Fabrica
come Art Director dal 2002.
Walter Davanzo, indirizza
la sua pittura con forti componenti gestuali
ad una figuratività libera e ingenua
fatta di immagini oniriche e grottesche tra
sogno e realtà con riferimenti all’infanzia
dando vita a delle figure di impianto fauve-
espressionista . La sua è una continua
ricerca di segni dell’uomo nella natura
e della sua esistenza che attraverso l’opera
pittorica riproduce fedelmente.Figure con
colori molto forti ,grafismi infantili, gioia
del vivere dell’uomo ma anche la tragedia
nel divenire.Le tematiche sono a cicli ; gambe,
cani , aerei, paesaggi urbani, vasche, ritratti,
segni e colori violenti prevalentemente rossi
cadmio verde acido e arancio,indaco. Il voler
recuperare tutti quei grafismi che ci ricordano
l’infanzia perduta e ritrovata. Walter
Davanzo, artista. Nato a Treviso nel 1952.
Vive e lavora a Treviso. Dopo la maturità
tecnica industriale, si iscrive al D.A.M.S.
di Bologna, dopo due anni si dedica prevalentemente
alla pittura e alla fotografia, le vere passioni
dei suoi anni giovanili. Si interessa soprattutto
all’espressionismo tedesco, sia di pittura
che di cinema. Diversi viaggi lo portano a
visitare ed esporre in famose gallerie di
capitali Europee, per ben 5 anni ritorna in
Francia soprattutto in Bretagna e Normandia,
altri viaggi studio lo portano in Africa nell’area
mediterranea soprattutto in Marocco rinforzando
così il suo interesse per i segni primitivi,
per il grafismo infantile.
Paolo Loschi, è
da sempre artista, per vocazione: riflettendo
sulla sua storia, emerge con evidenza come
per lui l’arte sia davvero un destino
ineluttabile, dal quale, anche se lo volesse,
non ha proprio via di scampo. L’arte
in senso lato, prima che la pittura: Loschi,
infatti, non ha seguito studi artistici nel
settore grafico-pittorico, nel quale è
autodidatta, bensì in quello musicale.
Un’esperienza che senz’altro ha
contribuito a determinare l’impronta
sinestetica della sua creatività. In
questa sua sinestesia si fondono suoni, odori
che divengono memoria – come quello,
assurto a feticcio, dell’olio di lino
dei suoi primi infantili esperimenti pittorici
-, e una concezione del colore sia visiva,
sia tattile e materica. Loschi ha avuto la
sua Tunisia in Andalusia. Ci riferiamo qui
all’identificazione totale con il colore
vissuta per la prima volta da Klee a Kairuan
(Tunisi), da cui la storica affermazione “…il
colore e io siamo tutt’uno. Sono pittore.”
La stessa folgorazione ha colto Loschi durante
i suoi soggiorni iberici: a Siviglia, dove,
proprio come il maestro svizzero, vede una
realtà trasfigurata dalla magica qualità
della luce; a Lisbona, dove è l’autore
di uno straordinario rinvenimento: un baule
colmo di blu, letteralmente parlando (ovvero
di una serie innumere di bustine contenenti
pigmento blu). Un episodio che sembra uscito
dalla penna di Gabriel Garcia Marquez…
quale, per un artista, più intensa
metafora poetica, o segno di predestinazione,
epifania siglante una svolta definitiva nella
vita?
Nato a Treviso nel 1966;
vive e lavora a Treviso espone continuativamente
da quindici anni. Francesco Meneghini, artista
multimediale che lavora con tecnologia, emozioni
e comportamenti sociali: affascinato dal confine
mobile tra arte, tecnologia e natura, crea
installazioni che nascono dalla ricerca sulle
relazioni tra le persone o tra le persone
e il mondo che le circonda. Gli strumenti
con i quali lavora sono spesso elementi tecnologici
come display, schermi, proiezioni, codici
che si mescolano con elementi naturali, come
l’acqua o la luce. Lavora principalmente
con installazioni interattive che chiedono
allo spettatore di partecipare, entrare in
contatto e dare il proprio contributo all’opera.
Le sue opere sono esperienze, costruzioni
di senso e materia.
Francesco Meneghini,
artista multimediale che lavora con tecnologia,
emozioni e comportamenti sociali: affascinato
dal confine mobile tra arte, tecnologia e
natura, crea installazioni che nascono dalla
ricerca sulle relazioni tra le persone o tra
le persone e il mondo che le circonda. Gli
strumenti con i quali lavora sono spesso elementi
tecnologici come display, schermi, proiezioni,
codici che si mescolano con elementi naturali,
come l’acqua o la luce. Lavora principalmente
con installazioni interattive che chiedono
allo spettatore di partecipare, entrare in
contatto e dare il proprio contributo all’opera.
Le sue opere sono esperienze, costruzioni
di senso e materia. Francesco Meneghini. Artista
e motion designer. Nato a Vicenza nel 1977.
Lavora tra Milano e Venezia.
Giorgia Ricci, traccia
il suo comunicare nella sua visione, conoscendo
e riconoscendo, prima piccole, poi più
grandi, le tracce interiori di chi non cerca
la lotta nel caos, e anche nell’incontro
tra il reale e il non reale, tra la leggenda
e la favola, tra il volare e il camminare
non si tradisce dall‘intento di esprimere
la sua creatività sulla conoscenza
e ciò che è il suo tempo, morbidamente
anche quando le visioni sono più forti.
Attraverso i segni, la parola, il disegno,
la pittura, cavalca il presente senza cadere
nella facile autodistruzione dell’ incomprensione,
tutto è possibile con Giorgia che invita
al dialogo fino in fondo, qualsiasi sia il
senso o il non senso del tutto. Prima scarica
il quotidiano nel diario delle scelte per
poi regalare la visione di un doppio io, e
ci racconta la consapevolezza della ragione
e della capacità di accettazione delle
sensazioni, dei sentimenti, di qualcosa che
finisce, che comincia o sarà eterno.
Giorgia Ricci, artista e illustratrice. Nata
a Rimini nel 1976. Dopo aver studiato progettazione
grafica all’Istituto superiore per le
Industrie artistiche di Urbino ( ISIA) , ha
completato la sua formazione a Fabrica, il
laboratorio creativo e centro di ricerca del
gruppo Benetton. Vive e lavora a Treviso dove
parallelamente alla sua ricerca artistica
collabora con studi e aziende.
“Merry Christmas”
dal 19 dicembre 2008 al 28 febbraio 2009
GALLERIA BROWNING
Via Robert Browning 167, Asolo
orario: mercoledì-giovedì: 16/20
sabato-domenica: 10/13 e 16/20
Tel +39 3406295528
telefono evento: +39 33942355320
Articolo tratto
da : www.giuseppeborsoi.it