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Dal Giappone a Treviso per cucinare

 

I migliori cuochi di cucina italiana del Giappone a Treviso per carpire i segreti del radicchio e della grappa: sono i partecipanti alla ventitreesima edizione del Master di cucina italiana Ict organizzato dal Collegio Rosmini di Domodossola, in visita ai mercati generali di Treviso e alla distilleria Bonaventura Maschio di Gaiarine. Il Master, che ha la durata di un anno, è destinato a cuochi professionisti giapponesi ed è organizzato da Daniela Patriarca dell'Italian Culinary Tradition di Torino e da Kazuko Nagamoto dell'ufficio Ict di Tokyo, giornalista e nota esperta di cucina italiana. Il corso prevede una serie di visite alle aziende e alle realtà più notevoli d'Italia, con un occhio di riguardo ai prodotti tipici.
La Marca è diventata una tappa fissa, in particolare per il radicchio: «È una delle cose che interessa di più ai cuochi di alta qualità - ha spiegato la Patriarca -. Sia come pietanza che come elemento per comporre le guarnizioni dei piatti». Tanto che i ragazzi che sono venuti a Treviso lo scorso anno hanno fatto proprie le ricette a base di radicchio e le hanno importate nel Paese del sol Levante, dai cui ristoranti arrivano sempre maggiori richieste di importare i fiori d'inverno. A riprova del successo crescente nelle prossime settimane verrà in visita ai mercati il titolare di un'azienda agricola giapponese per valutare le possibilità di aprire un canale d'importazione. «Per un cuoco inoltre - ha continuato la Patriarca -, è sempre molto importante visitare un mercato, capire come funziona questa realtà, come si acquistano i prodotti».

Ad accogliere la comitiva al mercato generale delle Stiore ieri mattina c'erano il presidente di Treviso Mercati Roberto Loschi e il direttore Guido Cauteruccio, che ha accompagnato i cuochi nella visita. «La cucina italiana a Tokyo è di altissimo livello - ha chiarito la Patriarca -. Si può dire senza ombra di dubbio che tra le cucine italiane nel mondo sia una delle migliori». Kazuko Nagamoto, peraltro, ha scritto una serie di libri sulla cucina italiana, tra cui un abbecedario delle verdure usate nella nostra cucina - molto utilizzato dai cuochi giapponesi -, in cui il radicchio rosso di Treviso ha uno spazio di tutto rispetto con ben quattro pagine e una serie di bellissime foto. La visita è continuata al pomeriggio alla distilleria Bonaventura Maschio, dove un mastro degustatore ha accompagnato i cuochi nipponici in un percorso di assaggi che aveva come primo scopo la distinzione tra grappe e distillati.

Articolo di Marco Gasparin per www.gazzettino.it


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