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Marchio veneto per il turismo e i prodotti tipici

 

 

Iniziativa della Regione a tutela dei consumatori e dell’economia locale, maxi-campagna in arrivo

Il marchio veneto arriva sui prodotti tipici. Per i consumatori si tratterà di una garanzia in più sulla qualità del «made in Veneto », che si tratti di verdura, formaggio, vino o riso. Ma per i produttori sarà anche un modo per lavorare in sinergia con gli operatori turistici che «vendono» il Veneto sui mercati internazionali. A promuovere l'operazione, ieri a Mestre, è stato il vice presidente della Giunta regionale Franco Manzato, accompagnato dai vertici delle organizzazioni agricole (Coldiretti, Confagricoltura e Cia) e dei singoli consorzi produttivi. L'idea in realtà è semplice: si tratta di applicare il logo del turismo veneto , la stella colorata a sette punte varata a suo tempo da Luca Zaia, sulle produzioni agroalimentari venete. «Ormai il turismo va di pari passo con l'enogastronomia - spiega Manzato - Oggi si vende il territorio nel suo complesso. Per questo abbiamo pensato di applicare il nostro logo sui prodotti tipici riconosciuti dalla legge regionale 12». Ovvero su una ventina di articoli Dop e Igp, su 370 fra prodotti tipici e biologici, sui circa 30 vini Doc e Docg e sui beni con il marchio di qualità di produzione integrata. Il passo successivo sarà una campagna promozionale annunciata per il 2009 all'insegna dello slogan «compra veneto », per il quale sono già stati contattati alcuni testimonial dello sport. La campagna è destinata a svilupparsi anche su Internet, grazie al portale del turismo www.veneto .to per il quale, spiega Manzato è in corso una «drastica modifica» che lo renderà uno strumento interattivo con «blog» aperti ai commenti degli ospiti.

Ma formaggi e vini veneti dovrebbero arrivare copiosi anche nei negozi e negli alberghi veneti, grazie al prossimo coinvolgimento di Confcommercio e Confturismo nel progetto lanciato dalla Regione. Un modo per anticipare il progetto di legge della Coldiretti all'esame del Consiglio regionale sull'impiego dei prodotti veneti nelle mense e negli esercizi pubblici. «Qui non si vendono derivati e finanza creativa», ha commentato Manzato davanti a una tavola imbandita di forme di formaggio, frutta e verdura di stagione e vini tipici. Da parte loro i produttori, soddisfatti della collaborazione avviata con Palazzo Balbi, dovranno garantire in proprio sulla qualità dei beni che si fregeranno del marchio veneto . Chi non rispetta gli impegni sarà escluso, e non potrà partecipare alle iniziative di promozione turistica in atto.

 

da http://www.gazzettino.it


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