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In marcia verso l'adunata sui sentieri della Grande guerra

 




Zaino in spalla, gli Alpini trevigiani iniziano la marcia di avvicinamento all'ottantunesima adunata nazionale, in programma a Bassano del Grappa il 10 e 11 maggio.
Marcia in senso letterale, per alcuni soci del gruppo "Tommaso Salsa" della sezione di Treviso dell'Associazione nazionale Alpini, uno dei tre del capoluogo della Marca: le penne nere nostrane hanno deciso di raggiungere a piedi la città. E lo faranno seguendo un percorso dal forte valore simbolico e storico, attraverso i luoghi che, novant'anni, furono teatro della "Battaglia del Solstizio", episodio chiave della Grande guerra. Il 15 giugno del 1918 gli austro-ungarici sferrarono l'ultimo massiccio attacco contro il nostro esercito, con l'obiettivo di sfondare nella pianura veneta: conquistarono Nervesa (che venne quasi completamente distrutta), ma poi la controffensiva delle truppe italiane li arrestò e li ricacciò oltre il Piave, costringendoli a lasciare sul campo, tra morti, feriti e prigionieri quasi 200 mila uomini. Lì venne definitivamente tamponata la falla apertasi a Caporetto e prese avvio la riscossa italiana, che sarebbe poi culminata a Vittorio Veneto.

Proprio dalla piazza principale di Nervesa della Battaglia muoverà la "pattuglia" di Alpini trevigiani e, risalendo il Montello e i colli asolani lungo i sentieri che novant'anni fa erano a ridosso della linea del fronte, dopo alcuni giorni di cammino, arriverà a Bassano per ricongiungersi con gli altri commilitoni e prendere parte alla grande manifestazione che ogni anno riunisce il corpo militare più amato d'Italia.

Già due anni fa, le penne del "Salsa" avevano organizzato una "spedizione" simile per raggiungere Asiago, allora sede del loro raduno, attraverso il monte Grappa. Ora come allora, l'iniziativa ha lo scopo di tenere vivo il ricordo di quegli eventi bellici ormai lontani e, celebrando i tanti soldati sacrificatisi in quelle trincee per difendere la propria patria, nel novantesimo anniversario della fine del primo conflitto mondiale, lanciare un monito contro ogni guerra.



Articolo di Mattia Zanardo per www.ilgazzettino.it


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