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Graziano, l’ultimo artista zampognaro della Marca Trevigiana

Per vivere fa l’operaio e nel tempo libero si dedica alla sua passione che gli sta regalando successi anche all’estero. Suona con l’amico Michele Nel suo laboratorio di Onigo costruisce lo strumento dei pastori del presepe

Abita a Onigo l’ultimo zampognaro della Marca. Si chiama Graziano Bernardi, 44 anni, operaio. Da un po’ di anni costruisce e suona zampogne. Una passione sbocciata nel 2001, quando un ex compagno delle medie gli ha fatto scoprire questi strumenti. Da quell’incontro Bernardi ha cominciato a suonare le zampogne e con il tempo ha imparato a fabbricarle. Ora è un vero e proprio artista della «musica zampognara», con il successo che comincia a fiorire anche all’estero.

Nella sua abitazione, a Onigo, ha creato un piccolo laboratorio artigianale con torni, trapani, frese e strumenti di precisione, dove con calma e pazienza dà vita alle zampogne. E di pazienza ce ne vuole tanta. Per realizzare una zampogna serve un centinaio di ore, un mese di lavoro. I materiali impiegati sono tutti legni di lunga stagionatura, per la maggior parte alberi da frutto: pruno, ciliegio, olivo, acero e bosso. Poi vi è l’otre, la sacca che incamera l’aria per dare continuità al suono, che nella tradizione era in pelle di capra, ma oggi viene realizzata usando materiali sintetici come il wintex. Negli anni Bernardi è diventato sempre più esperto nel costruire e suonare questi strumenti e numerosi sono gli eventi a cui partecipa. Festival di Scapoli (Isernia), Festival di Chieti, Festival di Maranola (Latina), sono solo alcuni degli appuntamenti dove suona le sue preziose zampogne. A questi si aggiungono molteplici esibizioni a mercatini di Natale, presepi viventi, piazze, esercizi commerciali, scuole e funzioni religiose. Nel 2005, insieme con Michele Beltramello, di Rosà (Vicenza), ha fondato il «Duo Zampivella», dove Bernardi si esibisce con la zampogna piva e Beltramello lo accompagna con la ciaramella, una specie di piffero che da tradizione viene costruito insieme con la zampogna per accompagnarne i suoni. Oltre ai concerti, l’anno scorso il duo ha partecipato al film: «Lascia perdere Johnny» di Fabrizio Bentivoglio. I due sono intervenuti come comparse suonando, col tipico costume da scena, i loro strumenti. Tra un concerto e l’altro, il nome dell’operaio di Onigo e la sua attività cominciano a diffondersi anche all’estero. Empo fa alcuni canadesi, venuti a conoscenza della sua abilità, lo hanno contattato per fargli restaurare alcune antiche zampogne. Per chi naviga in rete, gli zampognari sono presenti anche nel web. Cliccando sul sito www.zampognaro.com è possibile conoscere più da vicino Bernardi e trovare tutte le informazioni sulla sua attività.

articolo di Andrea Foltran per www.tribunatreviso.it


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