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Due centimetri piu' alto del Re

 

martedì 8 luglio ore 21.30

Luciano Roman

“Due centimetri più alto del re”

Storia di Alessandro Tandura

di Alessandro Valenti e Carlo Simoni

Regia di LUISA BALDI

In caso di pioggia Sala Verde del Castrum

Si tratta di una storia veneta da esportazione in cui l’eroismo di una terra si mescola mirabilmente con un sogno d’amore. La storia di Alessandro Tandura e di sua moglie Maddalena, al di là dell’episodio eroico, diventa una lente di ingrandimento puntata sulla terra veneta (in particolare Serravalle e Ceneda) dove i colori vengono illuminati alla moda dei vecchi “raccontatori” di storie che incantavano adulti e bambini nei giorni di mercato dei paesi del trevigiano.

La storia del testo

“Due centimetri più alto del re” di Alessandro Valenti è il testo risultato vincitore nel 2005 del I° Premio Nazionale "Castello di Serravalle" per il testo di un monologo teatrale.

L’opera è tratta da documenti originali e inediti; dallo Stato di Servizio del Regio Esercito Italiano, dallo scambio di lettere tra i due protagonisti nel periodo 1934-1937, dal libro "Tre mesi di spionaggio oltre Piave" - scritto da Alessandro Tandura, protagonista di questa storia - da una foltissima rassegna stampa e dalla testimonianza della moglie Maddalena e della figlia Dellavittoria raccolte direttamente dall'autore.

Entrambi nati e vissuti a Vittorio Veneto intrecciano una storia che li vede protagonisti della loro identità anche quando le vicende della vita li porteranno a separarsi. Lei a Vittorio e lui in Libia, lei a Vittorio e lui in Somalia.

Libia e Somalia si colorano nel periodo di permanenza di Tandura, rispettivamente come tenente del 21' battaglione eritreo e capitano nella 3' compagnia del 2' Battaglione "Benadir", degli usi e costumi della patria d'origine: Serravalle per lui, Ceneda per lei.

Alessandro Tandura è stato il primo soldato al mondo ad essere paracadutato in zona di guerra tra Vittorio Veneto e il Col Visentin il 9 agosto del 1918. Aiutato dalla fidanzata Maddalena, per lui solo "Emmetta, mia adorata", e dalla sorella Emma organizza un servizio di controspionaggio a mezzo di colombi viaggiatori. Il colonnello Dupont del Servizio Informazioni della 8' Armata afferma in un documento dell'epoca che "è da ascrivere in modo particolare a suo merito se l'armata potè entrare in azione con la piena conoscenza delle Unità che aveva di fronte e della loro dislocazione."

Decorati tutti e tre, lui di medaglia d'oro e le due donne di medaglia d'argento al valor militare. rappresentano per caratteri, indole ed educazione un'epoca e una generazione della terra veneta. Qui l'autore percorre una storia parallela a quella delle vicende belliche: la storia d'amore di Alessandro e Maddalena documentata, oltre che da un ricco epistolario, anche dalla testimonianza della protagonista deceduta nel 1983.

E' una storia di evidente matrice veneta, ambientata prima a Vittorio Veneto e dopo in Somalia dove però le radici dei protagonisti si perpetuano attraverso vari episodi: l'acquisto di una mucca a Dolo per poter fornire a Mogadiscio il latte veneto alle figlie dell'eroe. La richiesta alla moglie in procinto di partire per l'Africa dove doveva congiungersi con il marito di portare la salvia e "l'osmarino" che lì non se ne trovava. E ancora il desiderio di avere a Mogadiscio un abbonamento a "Il Gazzettino". L'educazione dei figli che anche in Somalia devono seguire il modello veneto, l'organizzazione della casa che non deve subire variazioni. La constatazione che anche i somali inquadrati nell'esercito italiano hanno sangue rosso. E sullo sfondo comparse, macchiette, popolane e popolani, parroci, genitori, maestri e quanto altro ancora in un piccolo mondo antico in cui la tradizione veneta nuota come una trota nel Meschio.

LUCIANO ROMAN


è nato a Milano nel 1965, si diploma all'Accademia Filodrammatici nel 1987.
Nel 1990 riceve il premio Montegrotto-hystrio come giovane promessa. Lavora con Massimo Castri.

Dal '92 al '95 è al Piccolo Teatro di Milano con Strehler. Di nuovo con Massimo Castri dal '95 al '97 per il Teatro Stabile Umbro è Leonardo nell'edizione integrale della "Trilogia Della Villeggiatura" di Goldoni prima nella versione teatrale poi in quella televisiva (RAI 2 - 1997). Dal ‘98 al 2000 è al Teatro Stabile del Veneto: "La Guerra" di Goldoni, regia di Luigi Squarzina, ruolo di Faustino e con Egisto Marcucci è il Duca Orsino della "Dodicesima Notte" di Shakespeare. Dal 2000 al 2004 di nuovo al Piccolo Teatro di Milano con Luca Ronconi: Aristofane, Siracusa - 2002. Partecipa all’edizione del “Riccardo III” di Shakespeare con la regia di Arpad Schilling.

Ancora con Ronconi nelle due versioni di “Peccato Fosse Puttana” di J. Ford nel doppio ruolo di Giovanni e del padre, Parma - 2003.

Dal 2003 comincia la collaborazione con Giulio Bosetti e il Teatro Carcano di Milano che lo vede protagonista del “Bugiardo” di Goldoni, Borgio Verezzi – 2003 e del “Così è (se vi pare) ” di Pirandello, Il Signor Ponza, Treviso - 2004.

Nel 2004 è “Il Rabbino Di Venezia” nel ruolo del titolo, di Giorgio Pressburger, regia dell’ autore, Mittelfest di Cividale del Friuli

Ha lavorato con il Teatro Stabile di Palermo

Ha fatto parte del cast della soap-opera “Vivere”.

Attualmente è impegnato nel Festival di Siracusa.

Maggiori informazioni: www.serravallefestival.it


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