Centro Studi Veneto dell’
AIC intitolato a Giovanni Capnist
Sarà intitolato a Giovanni
Capnist, il Centro Studi Veneto dell’ AIC, Accademia
Italiana della Cucina.
Lo ha deciso il Consiglio di
presidenza dell’Accademia stessa riunitosi a
Napoli lo scorso 26 ottobre: decisione maturata in
seguito alla richiesta del prof. Ulderico Bernardi
(accademico trevigiano presidente del Centro Studi
Veneto, nonché membro del Centro Studi Nazionale
“Franco Marenghi”) e alla proposta del
coordinatore territoriale veneto Beppo Zoppelli (che
è anche delegato dell’AIC di Treviso,
nonché consultore nazionale dell'Accademia).
E’, insomma, un tributo che parte da Treviso,
quello che l’AIC porge alla memoria di Giovanni
Capnist, accademico vicentino dal 1960, dapprima Delegato
a Vicenza poi Presidente dell’AIC dal 1996 al
2001, quando dovette lasciare l’incarico per
motivi di salute, quindi Delegato onorario vicentino
fino al 2007, anno della sua scomparsa.
Indimenticabili, durante la sua
vivace presidenza, i numerosi convegni organizzati
e le numerose presentazioni di libri sulla cultura
della cucina effettuate in Italia e all’estero.
L’Accademia Italiana della
Cucina onora così la figura e l’opera
di un profondo e colto conoscitore della civiltà
della tavola veneta che ha, tra l’altro, dato
alle stampe per l’editore Muzzio libri quali
"I dolci del Veneto", "I funghi nella
cucina veneta", "La cucina polesana",
"La cucina veronese".
E a nessuno più che a
Capnist poteva essere intitolato un organo come il
Centro Studi, che rappresenta l’osservatorio
attraverso il quale l’Accademia scruta osserva,
registra, elabora e lavora su ciò che il panorama
della cultura italiana, non solo gastronomica, presenta…
proprio come l’indimenticabile conte Capnist
ha fatto per tutta una vita.
Compito del Centro Studi veneto
“Giovanni Capnist” sarà, così
come per gli altri centri studi locali, cogliere nuove
tendenze e/o fotografare il panorama gastronomico
di un determinato momento, per approfondirne le evoluzioni
rispetto al passato ed avanzare previsioni e suggerimenti
per il futuro, mettendo a fuoco le opportunità
da cogliere per mantenere in vita importanti tradizioni
o per garantire della sicurezza alimentare, rilevando
i rischi di estinzione che alcuni prodotti tipici
corrono in funzione di nuove normative o di falsificazioni
e contraffazioni.
Un compito tanto importante
quanto multiforme, che proprio per questo ha bisogno
di una sempre più capillare presenza nei diversi
territori (geografici, ma anche culturali e –
perché no – generazionali) d’Italia
e non solo, dal momento che l’Accademia Italiana
della Cucina è presente in oltre trenta Paesi
sparsi nei cinque continenti. Compito che sarà
illustrato ed approfondito il 22 novembre prossimo
a Treviso, dove si riuniranno tutti i Delegati delle
diverse delegazioni venete per disegnare i prossimi
futuri impegni ed obiettivi dell’Accademia che,
va ricordato, nel 2003 è stata riconosciuta
Istituzione Culturale della Repubblica Italiana.