Boom
al Mondiale Ciclocross.

Il
mondiale di ciclocross lo vince Lars Boom
Il mondiale di ciclocross
lo vince Lars Boom, astro nascente delle corse nel
fango. Ma l'Italia vince il suo di titolo, quello
dell'organizzazione. Non e' poco, per un Paese spesso
e volentieri al centro dell'attenzione internazionale
per vicende tutt'altro che edificanti. «Uno spettacolo
straordinario, lo dico davvero con il cuore». Le parole
di Gianni Petrucci, gran capo dello sport italiano
calato per tre giorni a Spresiano per vedere da vicino
e toccare con mano il mondiale di ciclocross made
in Treviso, sono la piu' autorevole e credibile certificazione
sulla reale riuscita della
manifestazione sotto il profilo organizzativo. Promossa
a pieni voti dal presidente del Coni non certo per
doverosa cavalleria istituzionale, ma per convinta
presa di coscienza di un evento che ha saputo superare
brillantemente tutti i non pochi ostacoli che comporta
una macchina cosi complessa. Raggiungendo alla fine
un risultato forse anche superiore alle aspettative.
Le cinquantamila presenze nella due giorni iridata
calcolate dagli
organizzatori (difficile avere il numero esatto, visto
che l'ingresso era gratuito: anche questa una precisa
scelta per invogliare la gente a venire) lungo lo
spettacolare percorso sul lago Le Bandie, invaso in
buona parte da tifosi sbarcati da Belgio e Olanda,
sono la risposta piu bella per chi ha scommesso sul
cross e sulla sua capacita di attrazione, nonostante
l'abituale scarsa presenza nei palinsesti tv. «L'immagine
dell'Italia in questo ultimo periodo non e' molto
felice visto quello che e' successo a Napoli, questa
puo essere l'occasione buona per dimostrare che, quando
ci mettiamo d'impegno, le cose sappiamo farle per
bene» si augurava il presidente della Federciclismo,
Renato Di Rocco, alla vigilia del Mondiale trevigiano.
E' stato accontentato. Grazie ad un miracolo all'italiana
che ha un volto e un nome preciso: quello di Remo
Mosole, l'uomo capace di trasformare un luogo disastrato
come una ex cava in centro sportivo di assoluto livello
e regalare un mondiale (il terzo, dopo Montello '85
e la crono di Treviso '99) trasformatosi in evento
mediatico capace di fare da spot promozionale per
Treviso e il Veneto.
Certo e' mancata la medaglia piu attesa, quella di
Enrico Franzoi,
penalizzato da un infortunio che lo ha tagliato fuori
dalla corsa per il
podio: ma ci si puo tranquillamente consolare. Non
c'e solo fango, sul ciclismo: esiste anche quello
che serve a scrivere una bella pagina.
Notizia tratta da www.gazzettino.it
Boom
olandese al Mondiale
L'Italia giovane puo sperare
A Spresiano il 22enne della Rabobank centra una tripletta
da urlo conquistando il titolo elite dopo quelli da
junior e da under 23. Fontana (sesto) primo degli
azzurri, Franzoi penalizzato dall'infortunio al piede.
SPRESIANO (Treviso), 27 gennaio 2008 - Una cornice
spettacolare di pubblico incorona Lars Boom nuovo
padrone del ciclocross mondiale. Davanti a 40 mila
persone, sul circuito trevigiano intorno al lago delle
Bandie, a 22 anni l’olandese entra nella storia vincendo
il titolo elite al primo anno nella categoria, e realizza
una tripletta che finora era riuscita soltanto al
ceco Radomir Simunek: anche da junior e da under 23
aveva conquistato il Mondiale al debutto nella classe.
Boom ha preceduto di 5" il ceco Zdenek Stybar
e di 6" il belga Sven Nys, suo compagno di squadra
alla Rabobank. Sesto, a 10", Marco Aurelio Fontana,
autore di una gara straordinaria. Al 13° posto, a
19", Enrico Franzoi, piu' forte del dolore per
una microfrattura alla caviglia sinistra che gli aveva
impedito di correre nell’ultimo mese.
SUPER FONTANA - L’Italia chiude la rassegna iridata
con il bronzo di Cristian Cominelli negli under 23
e il 4° posto di Elia Silvestri negli juniores, ma
soprattutto la certezza di avere finalmente un vivaio
sul quale costruire il futuro del cross e della mountain
bike: il piu' vecchio, Franzoi, ha 25 anni. Si sapeva
che il brianzolo Fontana, campione italiano in carica,
stava attraversando un periodo di forma smagliante,
e lo ha dimostrato con autorita'. A 23 anni ha corso
come un veterano, sempre in testa a proporre attacchi.
Ha ceduto solo nel finale al colpo di Boom, che ha
vinto una corsa di ciclocross con una cronometro da
stradista nel nono e ultimo giro. Del resto, Boom
e' iridato della crono under 23, titolo vinto a settembre
a Stoccarda. "Avevo una grinta cosi... volevo
proprio fare un corsone - ha detto Fontana -. I tifosi
erano tutti qui per noi. Su questi rettilinei venivo
su da far paura, non ho mai concesso un metro a Boom
e Nys".
RABBIA - Piu triste Franzoi, che subito dopo l’arrivo
si e' tolto la scarpa sinistra per il dolore alla
caviglia: "Una corsa in sofferenza, il piede
mi ha fatto male, sulla salita cercavo di restare
in sella e di non scendere dalla bici. Peccato essere
arrivato cosi al mio Mondiale. Adesso pensero' alla
strada e soprattutto alla Parigi-Roubaix". Al
mattino, la tedesca Hanka Kupfernagel si era imposta
nella prova femminile davanti all’olandese Marianne
Vos; terza la francese Leboucher. Lontane le azzurre:
la migliore e' stata Vania Rossi, 19a a 3'18",
ostacolata da una caduta nei primi giri. L’edizione
2008 dei Mondiali si disputera' in Olanda a Hoogerheide.
Notizia tratta da www.gazzetta.it
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