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Bilancio del Consorzio Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco

 


Il mondo del radicchio ha tirato le somme, alla chiusura della stagione, con l'assemblea ordinaria dei soci del Consorzio Tutela Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco (tenutasi a Zero Branco) e lo fa con un bilancio positivo per gli obiettivi raggiunti e l'incremento delle superfici a marchio Igp. «Nonostante le evidenti difficoltà legate alla contingente situazione economica nazionale ed internazionale e la farraginosa organizzazione della filiera ortofrutticola italiana nella quale le nostre produzioni si inseriscono, il cosidetto mondo del radicchio ha registrato degli aspetti positivi dovuti in primis al duro lavoro dei produttori e all'intensa attività svolta dal Consorzio di Tutea» afferma Lucio Torresan, presidente del Consorzio. Oltre ad un significativo aumento della base sociale, attualmente composta da 186 imprese di produzione e confezionamento, si è infatti registrato un incremento delle superfici investite nella produzione di radicchio a marchio Igp che nel 2007 ammontano complessivamente a 204 ettari per il Rosso di Treviso e 105 per il Variegato di Castelfranco, pari rispettivamente a un +13 % e un +17 %. «L'aumento dei volumi delle produzioni certificate, ottenuto soprattutto grazie all'apporto di un limitato numero di operatori che hanno fortemente creduto nel valore dell'Igp va sottolineata la grande promozione che il Consorzio ha protato avanti con beneficio di tutti i soci ma anche di quei produttori, e sono i più, che giocando sull'equivoco, non certificano e non vendono radicchi Igp» ha concluso Torresan. Non è mancato l'intervento del Presidente della Provincia, Leonardo Muraro. «La Provincia di Treviso è una fedele sostenitrice del territorio, crede nella necessità di valorizzare tutti i prodotti che la terra offre e promuove quindi le iniziative che favoriscono la loro conoscenza e diffusione come volano per il turismo e il radicchio è un esempio - afferma Muraro - un impegno che si concretizza con la certificazione dei prodotti soggetti ad un severo disciplinare che garantisce la loro qualità e il radicchio, che è il principe della tavola, non a caso viene promosso in grandi kermesse come CocoRadicchio, il Fiore d'Inverno, Radicchio d'oro e l'itinerraio enogastronomico di recente creazione, la Strada del radicchio, quindi siamo vicini ai produttori che puntano sulla qualità e sull'Igp».

Il Consorzio presieduto appunto da Torresan e che ha Luca Giavi quale direttore, ha conseguito importanti risultati tra i quali la conclusione del processo di adeguamento dei disciplinari, il riconosciemnto degli agenti vigilatori, l'ottenimento del riconoscimento regionale della Strada del radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco, l'incremento dei rapporti di collaborazione nell'ambito dell'associazione italiana consorzi indicazioni geografiche. Ma c'è anche preoccupazione per la continua pressione alla quale sono sottoposti i produttrori causa i controlli richiesti dal sistemna Dop e Igp, l'incremento dei costi di produzione e da una filiera nel suo complesso inefficiente.

Michele Miriade per www.gazzettino.it

 


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